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Racconti Viaggio ad Avalon - Maria Lidia Petrulli

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4526: LA LEGGENDA DEL DISCO GEMMATO - Racconto di Maria Lidia Petrulli

 

Fabio: Copertina Racconto 4526 La leggenda del disco gemmato

Disegno FonteSarda Copertina del Racconto 4526: La Leggenda del Disco Gemmato

 

CAPITOLO I - Anno 4526 Base Spaziale di Elton

 

- Sai chi resta di guardia questa notte al Servizio Controllo, Maxime?

- Joffrey e Benny, credo e, come capo squadra, quel fiore all'occhiello di Milady, Nostra Signora Nadine Chagall... Perché? Hai intenzione di fare tardi?

- La sfortuna mi perseguita, Maxime;  è tutto il giorno che faccio la corte a questo tesoro di computer che, per tutta risposta, altera i dati e sputa sentenze prive di significato, secondo me lo sta facendo apposta.

- Hai chiamato Paul?

- Si e con lui funziona alla perfezione; morale della storia: Marionne, coi computer non ci sai proprio fare, speriamo che te la cavi meglio con gli uomini!... Un ragazzo davvero simpatico! Poi, quando chiederò a Nadine di uscire dalla Sicurezza per accedere ai Bastioni, mi sottoporrà a un interrogatorio in piena regola che avrà fine soltanto dopo due ore di epiteti irripetibili rivolti a mezza galassia. Milady vorrà sapere perché non mi sono fatta rilasciare un regolare permesso, mi accuserà di non aver eseguito gli ordini di servizio nei tempi prescritti dal regolamento e non sarà possibile farle intendere nessuna ragione: a quel punto sarà iperfelice di potermi perquisire da capo a piedi coi suoi modi indecenti... insomma, il mio giorno fortunato.

- Non ti invidio, se fossi in te mi farei una buona dormita e ci penserei domani mattina...

- Anch'io, se potessi farlo; purtroppo, gli schemi di difesa del pianeta Boris devono essere pronti entro questa notte: il Generale teme il peggio, potrebbe esserci un attacco e non vuole essere colto alla sprovvista.

- Tempi duri, mia cara Marionne, io mi ritiro nel mio bunker, buona fortuna!

Non c'era più nessuno all'interno del Servizio di Sicurezza, gli accessi erano stati sigillati e gli operatori si erano ritirati nei dormitori dei Bastioni: Marionne pensò che sarebbe stato meglio per lei trascorrere là dentro tutta la notte, si sarebbe evitata così un sacco di fastidi.

Finalmente il computer aveva ripreso a funzionare e, se tutto filava liscio, avrebbe terminato il lavoro in tre ore o quattro ore, tanto valeva restare all'interno della Sicurezza sino al mattino, non aveva nessuna voglia di incontrare Nadine Chagall.

Milady era troppo grossa, troppo muscolosa e troppo sprezzante; era assolutamente priva di scrupoli e non ci pensava due volte a denunciare chi non le piaceva, accusandolo degli illeciti che lei stessa commetteva: bastava ben poco perchè la vittima designata venisse spedita in una missione da cui non avrebbe fatto ritorno.

Gli addetti alla Sicurezza la temevano tutti.

Nadine Chagall rappresentava il Potere Centrale e il Terrore a cui non era possibile sfuggire a causa dell'isolamento in cui vivevano le ultime colonie di umani.

Nessuno di quei ragazzi avrebbe mai varcato i confini della Base, se non per combattere forze aliene o altri esseri umani eppure, per dare un senso alla loro vita e ai quotidiani gesti automatici, gli occorreva quella vena di ilarità che dava l'idea di una vita normale.

Marionne sospirò rassegnata; ultimati gli schemi, avrebbe dormicchiato su una poltrona, anche se al mattino sarebbe stata distrutta, ma era comunque meglio che affrontare Milady.

Si rimise al lavoro. Nel giro di pochi secondi, i dati inseriti venivano rielaborati dal computer e i sistemi di difesa del pianeta Boris prendevano la forma di complicati algoritmi: il lavoro era pressoché ultimato.

- Cosa fai? Non ci credo, sei impazzito un'altra volta!

Il computer le stava dando nuovamente informazioni incomprensibili.

Ma questa volta c'era qualcosa di diverso: qualcuno si era  inserito nelle reti informatiche del sistema per sabotarle.

Doveva dare l'allarme, Nadine sarebbe arrivata e avrebbe preso in mano la situazione; Marionne rovesciò la sedia mentre si alzava lanciandosi verso la sede del comando centrale. Qualcosa la trattenne costringendola a tornare indietro.

Sullo schermo era apparsa una serie di sequenze compiute. Il computer chiedeva che venissero eseguiti determinati comandi.

 

Sezione Racconti in Bacheca Data: Gennaio 1996 - 2007-05-18

 

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Citazioni di G. & M.

Sorridere fa bene

Mirafiori: mentre Fassino mi spiega la differenza tra i diritti e le condizioni raggiunte, e che queste quindi possono essere modificate di volta in volta secondo le circostanze, capisco perché la sinistra in Italia non vincerà mai per merito di questi partiti. Veltroni e Bersani: due anime bianche, anche se diverse, che hanno dimenticato per cosa sono stati eletti. Se Veltroni facesse un bel viaggio in Africa o in America... "Il ritorno al Grande Amore mai sopito" anche per un secolo o due: all'Amor non si comanda!

 

Conoscenza e ignoranza forse... Smart or Not smart

Solo chi ha dietro una famiglia molto ricca che gli ha pagato studi e sfizi può dire certe frasi, mentre c'è chi cerca lavoro o lo sta perdendo...

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  • Qualche volta possiamo vedere la bellezza, altre volte possiamo ascoltarla. Quando siamo distratti è come se fossimo ciechi e sordi.

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Non puoi scegliere il paese dove nascere, non puoi scegliere il colore della tua pelle, non puoi scegliere i parenti, ma puoi scegliere gli amici. Vivere vuol dire scegliere, decidere cosa fare, ogni giorno.

Se uno ha voglia di migliorare se stesso può iniziare anche con piccole cose.

Citazioni sulla Pace

Leggere ascoltare confrontarsi per capire. Pensare: quante fatica!

Leggere ascoltare confrontarsi. Pensare: quante fatica!

Chi ama la guerra, non l'ha vista in faccia (Erasmo da Rotterdam)

La via per la pace è la pace (M. K. Gandhi)

Sezione Racconti Italiani in Bacheca - Ultimo Aggiornamento: 2012-02-06

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