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Racconti Viaggio ad Avalon - Maria Lidia Petrulli

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Maria Lidia Petrulli

Copertina Libro Arpa e il segreto del Dolmen

L'ARPA E IL SEGRETO DEL DOLMEN

 

 

Capitolo I

Distesa sul divano, il libro aperto sulle ginocchia, ascoltavo la pioggia scrosciare in quel freddo pomeriggio d'inverno.

Il Mistero di Stonehenge mi intrigava, mi rapiva fra le sue pietre megalitiche, fra gli arcani simboli delle sue strane costruzioni.

Nel caminetto, il fuoco acceso e scoppiettante sembrava voler scacciare spiriti nascosti fra le pieghe di una realtà invisibile; un brivido improvviso mi percorse lungo la schiena, un attimo di incomprensibile paura.

Ripensai a ciò che avrei fatto il giorno seguente, allo spirito maligno che, da tempo, si celava nel mio spirito.

"Da quanto tempo sto cercando di dare un significato alla mia vita? Da un momento non collocabile in un tempo definito e che, quando cerco di afferrarlo, fugge via, come il treno dei misteri, senza darmi il tempo di salire; un tempo occupato, soffocato da un mondo esterno troppo invadente che io non riesco a far rientrare nei propri confini..."

Mi sentivo come un templare alla crociata, ma l'infedele ero io: l'ALIENO.

Cercai di scacciare quei pensieri fastidiosi e di immergermi nuovamente nella lettura del mio libro; forse la magia ancestrale nascosta fra le sue righe avrebbe potuto alleviare il mio strano malessere.

Ma la mente ha qualche cosa di incontrollabile e, a dispetto di ogni mio sforzo per respingere lo spiritello malvagio che aveva preso possesso della mia anima, cominciai a pensare che mi sentivo sempre più aliena e che dovevo afferrare il mio tempo.

I miei occhi ripresero a seguire le pagine del libro. Quelle immagini, quei miti, risvegliavano in me insofferenze che pensavo sepolte da tempo ma che erano ancora lì, incise a fuoco sul mio spirito. Pensai che se fossi andata ancora contro la mia natura, ben presto mi sarei dovuta rassegnare a svanire nel nulla, confondendomi con le nebbie sature di veleno della realtà che aveva scelto e che aveva finito per impadronirsi di me.

Mi sentii vicina a tradire, tradire il mito di mia madre ed il mio; aveva scelto ed io ora esistevo e la mia vita si era sempre avvicinata al sogno, come un sogno era stata la sua speranza di vivere.

Non la ricordavo nemmeno, eppure lei mi aveva dato più di chiunque altro, lei che aveva avuto il coraggio di afferrare la vita e di essere ALIENA nel breve tempo che visse.

Qualche lacrima amara lungo le guance.

Da bambina ho vissuto come una principessa in esilio, ed ora vivo come un alieno smarrito in un paesaggio ed una civiltà che mi sono estranei.

Mi costrinsi alla lettura; mi vidi nell'immensa pianura circondata dai boschi, timorosa di entrare nel cerchio delle pietre sacre che, come giganti, mi tenevano a distanza con l'unico occhio della loro immortalità; vidi i sentieri che si snodavano a dedalo in ogni direzione.

Immaginai guerrieri a cavallo scendere a valle per raggiungere un luogo nascosto che stava laggiù, oltre l'ultima curva del bosco che si perdeva in lontananza.

Mentre voltavo un'altra pagina del libro, sentii un frullare d'ali e mi sembrò di udire una melodia lontana, come di uno strumento a corda pizzicato con grande maestria.

"IO VOGLIO ALZARMI ORA E ANDARE, POICHÉ LA NOTTE E IL GIORNO ODO L'ACQUA DEL LAGO SCIABORDARE SULLA RIVA CON SUONO LIEVE; E MENTRE MI SOFFERMO SULLA STRADA, SUI MARCIAPIEDI GRIGI, NELL'INTIMO DEL CUORE LA SENTO"

Un tuffo al cuore, la testa era preda delle vertigini e il mondo ruotava su se stesso capovolgendosi; mi sembrò persino di vedere il mio nome, Hélène, scritto tra le frasi del libro: si trattava di un attimo di magia penetrato nel nostro terribile mondo senza dei o di scarsa sanità mentale da stress?

Forse la verità era che io appartenevo effettivamente a "quel mondo" ormai lontano nel tempo e di cui io avevo avvertito, chissà come, il richiamo.

Il Tempo è un'entità capricciosa, vuole metterci ali e trasportarci ove lui vuole.

Il trillo del telefono mise fine a quel attimo fantastico e al mio inusuale pomeriggio; guardai l'apparecchio per le comunicazioni con distacco, di chiunque si trattasse, in quel momento non avevo alcuna voglia di comunicare.

Il Libro: L'Arpa e il Segreto del Dolmen (Presentazione e Intervista)

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Data: 2001 - Aggiornamento Racconti 2007-04-02

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Non puoi scegliere il paese dove nascere, non puoi scegliere il colore della tua pelle, non puoi scegliere i parenti, ma puoi scegliere gli amici. Vivere vuol dire scegliere, decidere cosa fare, ogni giorno.

Se uno ha voglia di migliorare se stesso può iniziare anche con piccole cose.

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Leggere ascoltare confrontarsi per capire. Pensare: quante fatica!

Leggere ascoltare confrontarsi. Pensare: quante fatica!

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Sezione Racconti Italiani in Bacheca - Ultimo Aggiornamento: 2010-06-25

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