Bacheca Anno 2001 00 Notizie - EVGENIJ NOI

Invito a leggere i libri delle persone che hanno ancora il coraggio di cercare qualche brandello di verità
EVGENIJ IVÀNOVIC ZAMJÀTIN
Autore del libro "NOI" (del 1922, ipotesi di una società alle prese con la tecnologia avanzata.
Oltre questo, si affaccia la satira di una nuova organizzazione sociale dove la tecnologia diventa limite
e limitante della libertà.
Con questo libro anticipa gli scenari negativi del libro di George Orwell
"1984" e dopo aver manifestato la sua opposizione ai fatti sempre più gravi che attraversavano
la Russia viene messo al bando. Zamiàtin riesce, grazie al suo amico Gorkij, ad ottenere il permesso di lasciare la Russia.
Di seguito riportiamo parte della lettera, indirizzata a Stalin,
con cui chiede sostanzialmente la commutazione della "pena".
Il significato è chiaro: in un paese dove la libertà di informazione
e di espressione cede il passo all'accondiscendenza verso un governo che non ama le critiche
non esiste spazio per la democrazia, la strada porta a un regime dittatoriale.
Non molto diverso dagli eterni balletti del G8 dove enormi forse di polizia vengono schierate principalmente
per evitare che i potenti della terra possano ascoltare anche qualche voce di dissenso
e qualche riachiamo al semplice buonsenso. Quale sia il senso del pervicace rifiuto ad ascoltare anche gli altri,
francamente, continua a rimanere incomprensibile a molti cittadini.
ZAMJÀTIN (1884-1937)
"Un condannato alla massima pena si rivolge a Voi con preghiera di commutargli tale pena.
Il nome, verosimilmente, vi è noto. Per me, come scrittore, è una condanna a morte
la privazione della possibilità di scrivere, e le circostanza sono tali che io non posso continuare il mio lavoro,
perché nessuna creazione è concepibile, se si deve lavorare in un'atmosfera di sistematica
e sempre più accanita caccia all'uomo.
In nessun modo io intendo rappresentare me stesso come l'innocenza offesa.
So che nei primi 3-4 anni dopo la rivoluzione, tra quanto io scrissi vi furono cose che potevano dar motivo di attacco.
So che ho la non comoda abitudine di dire non ciò che in quel dato momento è vantaggioso,
ma quel che a me sembra la verità.
In particolare io non ho mai nascosto il mio atteggiamento di fronte alla servilità,
alla bassa adulazione e alla esagerazione di colori dei letterati d'oggi;
ho ritenuto e continuo a ritenere che ciò umili egualmente lo scrittore e la rivoluzione."
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