Referendum Costituzionale 25 e 26 giugno 2006
Testo del quesito referendario:
Approvate il testo della Legge Costituzionale concernente - Modifiche alla Parte II della Costituzione - approvato dal Parlamento e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 269 del 18 novembre 2005?
L'ITALIA VINCE: con i NO e con Totti!
RISULTATO FINALE: 61.862 sezioni su 61.862
- ELETTORI: 47.160.264
- AFFLUENZA: 52,3%
- NO 61,3% pari a 15.791.293 voti
- SI 38,7% pari a 9.962.348 voti
Cosa possiamo dirvi? Siamo contenti per l'Italia, siamo felici per gli italiani!
Mondiali: 26 giungo 2006 - Italia 1 - Australia 0


All'ultimo minuto Francesco Totti segna su rigore, gli italiani vincono 1 a 0.
Queste due belle vittorie ci permettono di sperare, ci fanno apprezzare la saggezza e la forza degli italiani.
Ai politici non resta che prendere atto della decisione degli italiani, attivare una nuova stagione di dialogo per il bene del Paese Italia.
Il quorum non era necessario ma è stato superato, nonostante le tante consultazioni elettorali, nonostante il caldo e la bella giornata che spingeva ad andare al mare.
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Promozione relativa al Referendum Costituzionale del 25 e 26 giugno 2006

Vince chi vota, non esiste il quorum
il 25 e 26 giugno 2006, si vota per il Referendum costituzionale
Noi, come cittadini, prima di esprimere il nostro voto dobbiamo informarci, capire e poi esercitare il nostro diritto al voto.
Semplice, praticamente banale! Ma siamo sicuri che esistano posti,
media dove il diritto all'informazione viene rispettato? Ascoltando
la tv e leggendo i giornali qualche dubbio può sorgere, mentre su Internet è possibile ancora trovare qualcosa.
In questa pagina abbiamo indicato alcuni dei collegamenti che è possibile visitare
per farsi una opinione, ne esistono anche tanti altri, ma spetta a Voi andarli a cercare.
Comunque questa pasticciata riforma della costituzione realizzata manifesta
alcune linee guida già anticipate come connotazione di fondo e di
intima aspirazione durante i 5 anni del governo precedente:
- un premierato forte, anche troppo forte; senza un bilanciamento dei poteri necessario a mantenere una solida democrazia;
- un Presidente della Repubblica che viene reso assolutamente debole,
impossibilitato a svolgere il ruolo autorevole di garante della nostra Repubblica;
- un Parlamento limitato e condizionabile da un ruolo del premier straripante;
- la posticipazione a tempi successivi della diminuzione del numero dei deputati e dei senatori (nel 2016);
- tentativo di mettere le mani sul potere giuridico (nomina parlamentare di 7 membri invece di 5 per la Corte Costituzionale con un maggior rischio di influenza politica sulle decisioni della Corte);
- Per quanto concerne la devolution
- partecipazione ai lavori del Senato, per ciascuna Regione, di un rappresentante eletto dal Consiglio regionale e uno eletto dai Consigli delle autonomie locali, tutti senza diritto di voto;
- ampliamento della potestà legislativa esclusiva delle Regioni in materia sanitaria, scolastica e di polizia locale, accrescendo ulteriormente i problemi di coordinamento con la legislazione statale;
Su questo ultimo punto, inoltre, viene a crearsi un palese problema di conciliabilità con quanto previsto all'articolo 117, lettera m) comma 2,
secondo il quale allo Stato spetta la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali.
Invece di ridurre le differenze ancora esistenti tra regione e regione, ecco una norma che di fatto, anche per le indubbie
differenze nel tessuto economico e sociale, avrà come conseguenza un aumento delle disparità tra nord e sud.
Sono passati pochi giorni dal sessantesimo anniversario della
costituzione della nostra Repubblica (2 giugno 1946) e tra alcuni giorni si terrà il referendum costituzionale (25 e 26 giugno 2006).
La Costituzione Italiana è in vigore dal 1° gennaio 1948. Nasce dal lavoro dell'Assemblea Costituente eletta dal popolo italiano nel 1946 dopo la guerra mondiale,
il crollo del regime fascista e il referendum istituzionale con cui gli italiani scelsero la Repubblica invece della Monarchia.
Per capire l'ambito in cui la Costituente lavorava è forse utile citare alcune personalità che hanno attivamente partecipato alla stesura della Costituzione
che è entrata in vigore il 1° gennaio 1948:
Giorgio Amendola, Benedetto Croce, Pietro Calamandrei, Alcide de Gasperi, Giuseppe di Vittorio, Luigi Einaudi,
Amintore Fanfani, Ugo La Malfa, Giorgio La Pira, Emilio Lussu, Luigi Longo, Aldo Moro, Costantino Mortati, Pietro Nenni, Francesco Saverio Nitti, Umberto Nobile, Vittorio Emanuele Orlando, Sandro Pertini, Giuseppe Saragat,
Oscar Luigi Scalfaro, Ignazio Silone, Umberto Terracini, Palmiro Togliatti, Paolo Treves, Leo Valiani, Benigno Zaccagnini.
Quindi nella Costituente hanno lavorato non solo personaggi valorosi della Resistenza italiana, ma anche i migliori giuristi
democratici di quel periodo e i rappresentanti della nuova classe politica che si stava affermando.
Mentre la modifica di ben 53 articoli su 139 della nostra Costituzione
votata dalla maggioranza di centro-destra nel 2005 è stata elaborata (presumiamo)
anche da Andrea Pastore, Francesco D'Onofrio, Roberto Calderoli e Domenico Nania,
scelti dalle rispettive segreterie di partito (FI, UDC, Lega Nord, AN), forse riuniti in località Lorenzago.
La proposta di legge costituzionale al vaglio del prossimo referendum popolare è stata approvata, con la sola maggioranza del centro-destra,
dalla Camera dei deputati nella seduta del 20 ottobre 2005, e dal Senato della Repubblica nella seduta del 16 novembre 2005.
Mentre la procedura per sottoporre la riforma costituzionale del 2005 a referendum popolare è stata attivata dai parlamentari appartenenti al centrosinistra,
da oltre 800000 elettori attraverso la loro firma e da quasi tutti i Consigli delle regioni italiane.
Le modifiche maggiormente significative apportate in passato alla Costituzione Italiana
- 1963: modifica dell'articolo 60 che prevedeva una durata uguale per le legislature di Camera e Senato;
- 1993: modifica dell'articolo 68 che prevedeva l'autorizzazione del Parlamento anche per l'apertura di un procedimento penale a carico di un deputato o di un senatore;
- 2001: una più ampia modifica relativamente ai rapporti tra Stato e Regioni (concedendo a queste ultime maggiore autonomia).
VOTARE NO per abolire le modifiche fatte nel 2005 che impoveriscono la Democrazia nella nostra Costituzione
Come abbiamo già detto questa volta non è necessario il raggiungimento del Quorum dei votanti,
l'esito sarà quindi determinato solamente dal voto dei cittadini che esprimono se accettare o meno questa riforma costituzionale.
Tra le tante manifestazioni e i convegni che sono stati organizzati: Milano, Roma, Firenze, Vi ricordiamo l'incontro che si terrà lunedì 19 giugno, alle ore 19.00,
al Caesar's Hotel di Cagliari, il Gruppo di Progetto Sardegna in Consiglio Regionale e l'associazione "Progettare il Futuro" organizzano un convegno dal titolo
"Le ragioni del no" sull'imminente referendum costituzionale del 25 e 26 giugno 2006.
Collegamenti per conoscere le modifiche apportate alla Costituzione nel 2005 - Informazioni e Dibattito
Da leggere perché assolutamente chiarificatore della portata di questa riforma quanto ha scritto
il costituzionalista Pietro Ciarlo disponibile Online
anche nel formato PDF (Portable Document Format).
"Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani,
voi dovete vedere giovani come voi,
che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia
potessero essere scritte su questa Carta".
Piero Calamandrei, agli studenti milanesi, anno 1955
  
Data: 2006-06-15
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