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Un percorso per conoscere la Sardegna Sommario Informazioni Tradizione e Cultura

Notizie e Informazioni Cenni Storici e Luoghi da visitare

1. Sardegna dalla Preistoria sino al periodo Romano: cenni storici

2. Archeologia I Musei in Sardegna

3. Cultura: Tradizione e Notizie sulla Lingua Sarda

4. Notizie Generali sulla Sardegna di oggi - Notizie in breve

5. Viaggi in Sardegna: Turismo Vacanze e Luoghi da visitare

6. Turismo Notizie e informazioni sulla Sardegna

7. Flora Fauna e Oasi Naturalistiche in Sardegna

 

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1. Sardegna dalla Preistoria sino al periodo Romano: cenni storici

1.1. L'Età Prenuragica

Le prime tracce, della presenza umana in Sardegna, sono costituite da strumenti realizzati su grandi schegge, risalgono al Paleolitico Inferiore (500.000 - 100.000).

Si conoscono anche materiali del Paleolitico Superiore (35.000-10.000 a.C.) mentre mancano, ad oggi, testimonianze del Paleolitico Medio.

In Sardegna è ampia la documentazione sin dal periodo Neolitico (vedi tabella riassuntiva della Preistoria e Storia in Sardegna).

La fase più antica (6.000 - 4.000 a.C.) si caratterizza per la presenza della ceramica detta cardiale, dall'uso ricorrente di decorare i vasi prima della cottura con il bordo di una conchiglia (cardium edule).

 

Pranu Mutteddu - Foto FonteSarda - Complesso Megalitico 1998 - Goni (CA) - periodo prenuragico

Foto FonteSarda - Complesso Megalitico 1998 - Goni (CA) - periodo prenuragico

 

Le testimonianze di questo periodo provengono spesso da grotte e ripari sotto roccia, che vengono utilizzati sia come abitazioni che come luoghi di sepoltura. Il Neolitico Medio (4.000 - 3.500 a.C.) è caratterizzato dalla cultura di Bonu Ighinu. Di questo periodo si conoscono vari insediamenti in grotte e in villaggi e le più antiche sepolture in piccole grotte artificiali.

Nel Neolitico Recente si inquadra la cultura di Ozieri (3.500-2.700 a.C. ) documentata in insediamenti in grotta, in villaggi all'aperto e in tombe scavate nella roccia (domus de janas). Nell'Eneolitico Antico (2.700-2.500 a.C.), oltre agli esiti finali di cultura Ozieri (necropoli di S.Andrea Priu) si collocano gli aspetti culturali di Filigosa e Abealzu, caratterizzati rispettivamente da tazze carenate a profilo rigido e da vasi a fiasco e con bozze mammillari.

L'Eneolitico Evoluto (2.500 - 2.000 a.C.) vede il diffondersi della cultura di Monte Claro che si ritrova nei villaggi, nelle necropoli a domus de janas e in grotte funerarie. Nell'Eneolitico Finale (2.000-1800 a.C.) si diffonde la corrente culturale Campaniforme nota esclusivamente da contesti funerari, soprattutto domus de janas. La successiva età del Bronzo Antico (1800-1600 a.C.) e rappresentata dalla cultura di Bonnanaro i cui resti sono documentati soprattutto in domus de janas e in sepolture megalitiche, mentre sono al momento rari i rinvenimenti in contesti abitativi.

1.1.2 Le Necropoli in Sardegna

Pranu Mutteddu - Foto FonteSarda - Complesso Megalitico 1998 - Goni (CA) - periodo prenuragico

Foto FonteSarda - Complesso Megalitico 1998 - Goni (CA) - periodo prenuragico

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1.2. La Civiltà Nuragica

Quasi tutti gli studiosi concordano nel collocare l'inizio della civiltà nuragica col passaggio dal Bronzo Antico al Bronzo Medio, intorno al 1.600 a.C.

Età del Bronzo, già dalla sua fase più antica l'architettura elabora, oltre alle torri nuragiche, numerose sepolture megalitiche, dette tombe di giganti, e alcuni esempi di luoghi di culto. Ma è soprattutto dell'età del Bronzo Recente e Finale che abbiamo le maggiori testimonianze sia in ambito architettonico che materiale.

Tomba dei giganti XIII secolo prima della nascita di Cristo Foto FonteSarda anno 2000 - Quartucciu Loc. San Pietro Paradiso

Foto FonteSarda 2000 Quartucciu - Tomba dei giganti XIII secolo a.C.

Questo periodo vede la realizzazione della maggior parte di quei luoghi di culto denominati templi a pozzo, dove si svolgevano le cerimonie legate al culto delle acque. La Sardegna viene interessata, tra l'altro, dalla navigazione micenea, che porta nell'isola nuove genti e culture, attratte presumibilmente dalle sue importanti risorse minerarie. Nella produzione materiale si assiste a un miglioramento della qualità tecnica della ceramica ma, soprattutto, ad uno straordinario fiorire della produzione metallurgica, sulla spinta anche di importazioni di oggetti metallici e legati alla metallurgia dall'isola di Cipro.

Nella prima età del Ferro la produzione dei manufatti in bronzo raggiunge livelli notevolissimi, alla realizzazione di armi ed oggetti di ornamento si affianca la produzione delle statuette bronzee, delle barchette votive e di altri oggetti in miniatura. La produzione di bronzetti continua nella fase successiva e ad essa si affianca la realizzazione di grandi statue in pietra che riproducono figure e personaggi già noti nell'età del Bronzo.

Nella fase finale della sua storia la civiltà nuragica vede il contemporaneo fiorire delle città fenicie fino alla conquista cartaginese (fine VI secolo a. C.) che segnerà il suo tracollo quasi in tutta la Sardegna.

Attorno al 750 a.C. la Sardegna fu interessata dalla colonizzazione fenicia, dopo alcuni decenni di frequentazione commerciale. La prima fondazione e quella di Sulci (S. Antioco), seguita, prima della fine dell'VIII secolo a.C., da Karalis (Cagliari), Nora, Bithia (Torre di Chia), Tharros. I Fenici si installarono su isolette o promontori, e da questi luoghi commerciavano al di là del mare i minerali di piombo e rame acquisiti dalle popolazioni indigene.

Relativamente a questo periodo risultano pochi insediamenti nell'interno della Sardegna, tra questi: quelli di Monte Sirai e Pani Loriga, per controllare la zona mineraria del Sulcis-lglesiente. Giungono nell'isola prodotti esotici: calderoni e torcieri in bronzo, e il raffinato vasellame da mensa etrusco e greco, nonché vasetti di olio profumato prodotto nelle stesse regioni. Questi oggetti si ritrovano sia nei centri fenici, in particolare nelle sepolture assieme agli oggetti tipici del loro rituale, sia presso le popolazioni dell'interno della Sardegna.

Verso la metà del VI secolo a.C. Cartagine, nella sua politica di espansione mediterranea, si rivolge alla Sardegna e, dopo alterne vicende, giunge a conquistarla verso il 510 a.C.

I Punici sfruttano l'isola anche dal punto di vista agro-pastorale e costellano il territorio di una miriade di insediamenti. Le città diventano più prospere, come ci rivelano le ceramiche greche: le oreficerie, sia importate dall'Italia meridionale, sia prodotte localmente. Sempre dal mondo greco arrivano influenze culturali e religiose, come il culto della dea delle messi Demetra.

Ricca è anche la produzione di vasellame e degli oggetti legati alla sfera privata: amuleti e bigiotteria, sovente realizzata in pasta vitrea. Le officine scultoree sono attive specialmente nella realizzazione delle stele dei tophet, in cui sono rappresentati simboli religiosi e figure di divinità.

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1.3. Archeologia: i Nuraghi e i siti archeologici sardi

1.4. L'età Romana e Altomedievale

Nel 238 a.C. i Romani si impadroniscono della Sardegna, chiamati dai mercenari punici ribellatisi a Cartagine. I primi tempi sono travagliati dalla resistenza delle popolazioni sardo-puniche, che culmina nella fallita rivolta di Ampsicora del 215 a.C.

La Sardegna anche se politicamente romana, culturalmente resta a lungo radicata nelle tradizioni culturali puniche: ancora nel III secolo d.C. abbiamo iscrizioni pubbliche in caratteri e lingua punica.

L'eredità cartaginese permane nei culti, specialmente in quelli riferiti alla devozione popolare per le divinità delle messi. Nei centri urbani si nota il maggiore impulso alla romanizzazione, attraverso la costruzione dei santuari di Via Malta a Cagliari e di Sulci (S.Antioco).

La cultura romana vera e propria si insedia nel I secolo a.C., quando giungono i prodotti di questa cultura, come la ceramica da mensa.

In età imperiale le città si dotano di terme, Fori e templi. Le strutture pubbliche e le più ricche case private si ornano di sculture e di mosaici, in alcuni casi realizzati da maestranze africane. Sorgono infine officine che producono oggetti utensili e oggetti di uso comune e altri particolarmente raffinati.

Viene stesa una grande rete viaria che collega le città principali dell'isola. Il grano e i minerali metalliferi vengono commerciati e scambiati con vino dall'Italia e dalla Gallia (sostanzialmente la Francia di Oggi), olio dalla penisola iberica e soprattutto dall'Africa settentrionale, accompagnati dalle ceramiche fabbricate nelle stesse zone.

Verso il 450 d.C. i Vandali, che si erano stanziati nel Nord Africa, occupano la Sardegna per circa un secolo, senza che questo segni una soluzione di continuità con il periodo precedente.

Ad essi segue il periodo della dominazione bizantina, durante il quale l'isola, soprattutto dal 698 d.C., anno in cui gli Arabi conquistano Cartagine, comincia lentamente a distaccarsi dalle influenze politiche esterne e a governarsi autonomamente.

 

Data documento: 1996-2000 - Informazioni sulla Sardegna

 

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Arte Cultura Foto e Annotazioni Storiche - Data Ultimo Aggiornamento: 2012-01-29

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