Menu Accesso Rapido: Contenuto della Pagina | Collegamento Pagina Principale | Inizio Pagina e Menu Accesso Rapido | Lista Spalla Sinistra | Lista Spalla Destra | Mappa del Sito | Informazioni sulla Sardegna | Funghi in Sardegna | Racconti in Bacheca | Sezione Viaggi | Fine Pagina
Logo Fonte Sarda Quartu Sant'Elena (Provincia di Cagliari) - La Città Immagini Notizie e Informazioni Turistiche Gratuite corredate da Fotografie e Descrizioni Bandiera della Pace Contro tutte le Guerre
Pagina Principale Letture

Visitare Quartu S.E.

G.A.D. Italiano 01
No alla Guerra, per la Pace Ovunque. No alla Pena di Morte!

Quartu Chiesa Santa Maria di Cepola

Fotografia Chiesa di Santa Maria di Cepola Quartu S.Elena

Fotografia Chiesa di Santa Maria di Cepola

Della chiesa di Santa Maria di Cepola si hanno notizie sin dal 1090, quando il giudice di Cagliari la donò ai monaci di S. Vittore di Marsiglia. Si trattava verosimilmente di un edificio tardo-bizantino di cui potremmo avere notizie solo attraverso saggi di scavo; venne infatti interamente ricostruito intorno alla metà del XII secolo, come si deduce dalle strutture originarie rimaste, cioè parte dei muri laterali e tutto il prospetto posteriore. La chiesa costituisce il primo esempio, a Quartu, del periodo romanico e unisce esperienze provenzali (importate dai Vittorini nel 1089) e toscane, presenti nel Campidano di Cagliari già dal 1141 nella costruzione del S. Platano di Villaspeciosa. Le prime sono evidenti nella centina dei conci che incornicia senza soluzione la porta attualmente murata del prospetto laterale destro dell'unica navata, conclusa a est da un'abside semicircolare voltata a semicatino e illuminata tramite una monofora a pieno centro con sguanci verso l'interno. Influssi toscani si leggono, invece, nel bel paramento murario in conci squadrati e nell'uso, anche in origine della copertura a capriate laddove i Vittorini usavano volte a botte sottese da archi a tutto sesto (doubleaux), quali si hanno nei S. Saturno di Cagliari (rifacimenti Vittorini 1089-1118), Santa Maria di Sibiola a Serdiana (primo quarto secolo XII), S. Efisio di Nora (dopo il 1089) ecc. Il primo impianto della chiesa di S. Agata é caratterizzato invece da riferimenti toscani rimessi in luce dai saggi di scavo realizzati nel 1992-93 in occasione del restauro dell'edificio. A giudicare da ciò che resta sia nel sottosuolo che inserito nelle fabbriche successive, si trattava di una bella chiesa dotata di una sola, ampia navata realizzata con un'accuratissima opera quadrata, coronata all'esterno da archetti pensili a tutto sesto impostati su corposi peducci e terminante, a nord-est, in una raffinata abside semicircolare ritmata da una finta loggia impostata su di uno zoccolo a scarpa liscia, secondo un suggerimento tratto dall'abside della cripta della Santa Giusta di Oristano (costruita da maestri toscani), si conservano solo le fondazioni e parte delle strutture murarie del prospetto posteriore. I suoi esecutori, verosimilmente locali, espressero una cultura complessa, che compendia esperienze tardo-romaniche e gotico-toscane; queste ultime, tratte dalla chiesa di San Francesco di Stampace a Cagliari (1274-1285); si notano soprattutto nell'unica abside rettangolare (così detta "a scarsella") voltata a crociera costolata e illuminata da una bella bifora aperta nella parete frontale, come si può ancora vedere nonostante i vistosi rimaneggiamenti.

Nel 1631, il vescovo di Cagliari donò ai padri cappuccini la sua vasta proprietà quartese, che comprendeva la chiesa medioevale di Sant'Agata, perché potessero costruire un convento. L'edificio, dedicato a San Francesco, edificato con il concorso di tutta la popolazione, adiacente al lato sinistro della chiesa; fu realizzato secondo modi costruttivi del tempo e nel rispetto dell'iconografia peculiare dell'Ordine, entrambi ancora leggibili nonostante i profondi rimaneggiamenti subiti dopo il 1869, quando lo si adibì ad usi civili. Al pian terreno, le volte a botte e a crociera coprono ancora molti degli ambienti che si susseguono lungo i portici del chiostro scanditi da archi a tutto sesto; al primo piano, le cellette dei frati, coperte da incannucciato su travi di ginepro, sono state invece sostituite da ambienti più ampi e dotati di solaio piano. Anche la chiesa venne restaurata e ampliata; risalgono infatti al Seicento le attuali volte a botte della navata e quella a crociera sottilmente nervata del presbiterio e le tre cappelle aperte nel lato destro. I lavori di restauro interessarono anche la chiesa che anche ampliata.

 

Data documento: 1998-2000

 

 Pagina Precedente   Pagina Successiva 

Citazioni sulla Pace

Chi ama la guerra, non l'ha vista in faccia (Erasmo da Rotterdam)

La via per la pace, è la pace (M. K. Gandhi)

Annotazioni Fonte

Altre Notizie:

Non sempre è facile riconoscere ciò che è giusto: ci vuole un pizzico di intelligenza e tanta voglia per cercare di raggiungere questa meta.

Guida alla città di Quartu Sant'Elena Provincia di Cagliari

La pubblicazione di testi relativi a Leggi, Regolamenti, Normative o Statuti non ha carattere di ufficialità

Data Ultimo Aggiornamento: 2012-02-09

G.A.D. dx01

NO Al Nucleare No alle Scorie Nucleari in Sardegna

Se lavoriamo non graviamo sullo Stato

Sardegna Bandiera 4 Mori

La Costituzione non è una materia nella quale giovani e vecchi ignoranti possano cimentarsi...

FonteSarda.it Inizio Pagina
JS CSS Validation Code  © Fonte 1995-2000 - © FonteSarda 2000-2012