Quartu Sant'Elena Notizie e Informazioni Storiche Parte Terza
Nella seconda metà dell'Ottocento si ebbe un notevole incremento della popolazione, che determinò
l'espandersi del centro urbano e la necessità di avere edifici pubblici adeguati, realizzati spesso con
difficoltà economiche per problemi causati all'Amministrazione da epidemie (vedi il colera del 1854) e
nubifragi, tra i quali restò nella tradizione popolare quello del 1889. Risale a quest'arco di tempo la
realizzazione del carcere mandamentale, della caserma, della casa comunale e del
mattatoio.
La casa comunale, demolita da qualche anno, come le più o meno antiche costruzioni circostanti, per
far posto all'attuale Palazzo comunale, sorgeva tra la via Centrale (oggi via Eligio Porcu) e la via Umberto
I. Era stata edificata tra il 1895-96, secondo il progetto dell'ingegnere Antonio Franco Loi, sul sito
occupato in precedenza da una casa donata al Comune dal quartese canonico Giuseppe Murgia. Di particolare
interesse storico e salvata dalla demolizione é l'intera decorazione a tempera della sala consiliare nella
quale é rappresentata una veduta di Quartu, oggi ricollocata in un ambiente del
convento dei Cappuccini.
L'incipiente movimento liberty, che si identificava con una rivalutazione neo-romantica degli stili
medioevali, trovò una sua prima espressione nel nuovo mattatoio, realizzato in forme neo-gotiche tra il
1900-1901 su disegno dello stesso Loi, che si ispirò all'analoga struttura cagliaritana.
Foto FonteSarda Decorazione a tempera ex sala consiliare attualmente ricollocata nell'ex convento dei Cappuccini
L'edificio, trasformato nel 1973 in cantiere comunale con notevole danno delle strutture originarie,
conserva quasi intatto il suo prospetto principale, coi tre ingressi ad archi ogivali, due dei quali ancora
chiusi da cancelli in ferro battuto, e molti degli ambienti interni, anch'essi scanditi da archi acuti
disegnati da mattoni a vista. Sorge nella ormai centralissima via Dante, nel sito occupato in origine da una
vigna che si estendeva dietro il vecchio cimitero e a cui si accedeva dalla via Quartucciu. Sostituì il
mattatoio ospitato in una casa di via Argiolas, presso le Aie che, un tempo in periferia era stato ormai
circondato dalle abitazioni. Negli ultimi decenni del secolo si ebbe una considerevole crescita economica,
poiché, accanto alle risorse agrarie, si svilupparono progressivamente alcune attività industriali rivolte
anche al mercato esterno, quali la produzione dei laterizi e del vino. Nella "strada di Selargius" (oggi via
Brigata Sassari) esistono ancora le fornaci Maxia e Picci, dove è rimasto tra l'altro un interessante
forno Hoffman. Queste fornaci, già dal 1889, rifornivano di mattoni cotti l'intero Campidano. Non si conserva
più, invece, nella stessa strada, la prima cantina sociale, eretta nel 1920: al suo posto sorge il
Banco di Napoli.
Sono ancora presenti le strutture dell'antica distilleria Capra, adiacente al lato sinistro della
chiesa di Santa Maria di Cepola. Infine, possiamo citare la comparsa del liberty
nelle case della ricca borghesia che in quegli anni andava affermandosi.