Quartu S.Elena La Chiesa Parrocchiale di Sant’Elena Architettura
Foto FonteSarda 2006 La Chiesa di S.Elena
Architettura della chiesa
La chiesa di S.Elena presenta una cupola a otto spicchi sovrastante il presbiterio che conclude
l'unica piccola navata grava, infatti, su di un tamburo ugualmente ottagonale;
otto lati presenta anche la luce che si apre nella terza facciata,
sovrastata però da un terminale a duplice inflessione quale si adottò,
ai primi del Seicento, nelle chiese di Santa Chiara e di Santa Restituta a Cagliari.
Nel 1775, un incendio distrusse il tetto ligneo della navata della chiesa parrocchiale di Sant'Elena.
Nonostante i danni fossero stati riparati in breve tempo, se pur sommariamente, per consentire lo svolgersi
regolare delle funzioni religiose, il fatto determinò la volontà di realizzare un sogno accarezzato da anni:
la costruzione di un altro tempio, imponente e moderno.
Il progetto di ampliamento e restauro venne eseguito dall'ingegnere militare piemontese Cochis.
I lavori furono interrotti a causa di una serie di tumultuose vicende storiche.
Nel 1793, infatti, nella vicina località di S. Andrea, ebbe luogo
il tentativo di sbarco dei francesi decisi a diffondere le conquiste della loro rivoluzione;
nel 1794, la cacciata dei piemontesi dall'isola e la rivolta popolare;
nel 1795, i moti antifeudali.
La ripresa dei lavori
Il disegno venne ripreso in esame intorno al 1804, con molte difficoltà finanziarie e dubbi, non ultimo
quello sull'opportunità di conservare l'antico sito della chiesa, la cui dislocazione in periferia causava
problemi sia al clero di Sant'Elena che ai quartesi, poiché il villaggio, composto da case con ampie corti,
era già molto esteso. D'altra parte, la realizzazione di una chiesa nel centro, tutto abitato, avrebbe
comportato l'acquisto di case private e, quindi, un'ingente spesa. Si optò, infine per l'ampliamento e la
ristrutturazione del vecchio tempio, pressoché una ricostruzione, seguendo in linea di massima il progetto
del Cochis.
Foto FonteSarda 2006 Cupola ottagonale della Chiesa di S.Elena
I lavori si protrassero sino al 1825, quando si ultimò la facciata. La nuova parrocchiale venne dotata di
una sola aula, sei cappelle intercomunicanti e sei vetrate. Inoltre, possiamo ammirare la parte che
incrocia la navata centrale, transetto con
sopra la cupola ottagonale e un presbiterio. Rispetto agli edifici religiosi costruiti in Sardegna
sul fine del settecento (vedi ad esempio, la Sant'Anna di Cagliari e la Verine delle Grazie a Sanluri,
entrambe dell'architetto piemontese Giuseppe Viana), mostra una semplificazione di linee, dovuta non solo al
primo affermarsi del neoclassicismo, ma forse, anche ad un revival locale imperniato sulle opere dell'ultimo
Seicento, in particolare quello della Cattedrale di Cagliari.