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28 giugno 2002, le lettere di Marco Biagi
Al presidente della camera Casini
Domenica 15 luglio 2001
Caro presidente,
faccio seguito ai miei messaggi a Bologna in via Garibaldi per inoltrarti due richieste.
1) Ti vorrei invitare il giorno 28 settembre ad inaugurare l'anno accademico dell'Università di Modena dove
insegno ormai da molti anni. Nella stessa giornata ti chiederei sempre a Modena di intervenire e concludere
un convegno che organizzo come delegato della mia Università per l'orientamento al lavoro, così intitolato:
"Università e mercato del lavoro: verso la piena occupabilità?"
naturalmente sono a tua disposizione per aiutarti a stendere i tuoi interventi a questi importanti
appuntamenti.
2) Devo chiederti aiuto per la mia sicurezza personale. Da un anno sono sottoposto al regime di
tutela-scorta. Poiché collaboro con la Giunta Albertini a Milano e sono l'estensore tecnico del "Patto per il
lavoro di Milano", la Digos di varie città mi ha preso in consegna contro il rischio di possibili attacchi
terroristici.
Il timore è che si ripeta come il caso D'Antona. Ti lascio immaginare come possa vivere tranquilla la mia
famiglia.
Ora collaboro anche con Confindustria e CISL, nonché con lo stesso Ministro Maroni, realizzando sul piano
tecnico una strategia di flessibilità sul lavoro. Sono molto preoccupato perché gli avversari (Cofferati in
primo luogo) criminalizzano la mia figura. Per ragioni che ignoro a Roma da dieci giorni è stata revocata la
scorta-tutela e tutte le volte che vengo nella capitale sono molto allarmato.
Ti chiederei la cortesia di fare il possibile affinché, continuando il mio impegno tecnico, di cui sopra,
io venga tutelato a Roma come a Milano, Bologna, Modena e in genere in tutta Italia.
Mi piacerebbe parlarti dieci minuti: se la tua segretaria ci potesse organizzare un incontro anche
brevissimo ti sarei molto grato.
Ti prego di non fare parola con Mamma della questione confidenziale che ti ho prospettato perché mia mamma
ne è all'oscuro.
In ogni caso a Ferragosto sarò a Lizzana.
Cordialmente Marco Biagi
Al ministro Maroni
e p.c. Prefetto di Bologna
Bologna 23 settembre 2001
Oggetto: telefonate minatorie
Caro ministro,
Desidero informarLa che oggi ho ricevuto un'altra telefonata minatoria da un anonimo che asseriva perfino
di essere a conoscenza dei miei viaggi a Roma senza protezione alcuna,
ancora una volta cercando di intimorirmi in relazione alle mie attività di progettazione svolte su incarico
Suo e del Sottosegretario Sacconi.
Desidero assicurarLa che non intendo desistere dalla mia attività di collaborazione con Lei e con il
Ministero.
Nel contempo vorrei rappresentarLe tutta l'urgenza affinché vengano presi provvedimenti adeguati.
Invio la lettera anche al Prefetto di Bologna in quanto tali telefonate si susseguono in questa città dove
risiedo.
Qualora dovesse malauguratamente occorrermi qualcosa, desidero si sappia che avevo informato inutilmente le
autorità di queste ripetute telefonate minatorie senza che venissero presi provvedimenti conseguenti.
Cordialmente Marco Biagi
Al Sottosegretario Sacconi
Sottosegretario ministero del Lavoro
Lunedì 2 luglio 2001
Caro Maurizio,
Consentimi di ricordarti di intervenire su quanti hanno revocato la mia tutela a Roma (confermata invece in
altre parti in Italia);
penso al prefetto, ma sarebbe meglio agire sul Ministero dell'Interno e spiegare chi sono, cosa ho fatto e
cosa sto facendo.
Mia moglie è (come me) allarmatissima e sarà difficile riprendere collaborazioni al ministero senza
adeguata (......).
La mia richiesta è precisa: trasformazione del servizio da tutela (una buffonata) in scorta vera e propria.
Ti prego di aiutarmi con la massima urgenza e determinazione.
A domattina alle 8 da te
Grazie. Marco
Al Prefetto di Bologna
Bologna 1 settembre 2001
Egregio Sig. Prefetto,
mi rivolgo nuovamente a Lei per segnalarLe tutta la mia preoccupazione per la mia condizione.
Mentre infatti la mia collaborazione con il Ministro Maroni è stata formalizzata e si è avviata con molta
intensità, ho ricevuto quest'estate alcune telefonate anonime da cui si comprende facilmente che
l'interlocutore è al corrente di alcune mie attività per il Ministro, nonché dei miei spostamenti fisici.
Ieri sera, poco dopo che il personale della Digos si era allontanato dalla mia abitazione estiva, una
telefonata anonima mi avvertiva di aver consapevolezza di questo allontanamento. Credo che la cosa si
commenti da sola.
Il Ministro Maroni e mi ha mostrato una lettera indirizzata al Prefetto di Roma. Infatti in quella città
dove ormai mi reco abitualmente io sono tuttora privo di qualsiasi tutela. Ho la sensazione, signor Prefetto,
che la mia situazione sia ampiamente sottovalutata.
Ne ho parlato anche con il Presidente Casini che ne ha parlato al Dott. De Gennaro.
Continuo a segnalare queste telefonate e da parte della Digos non vengo informato di eventuali attività
investigative.
Ho anche l'impressione che la mia persona costituisca a Bologna una sgradita incombenza.
Lo affermo perché ben diverso è il clima di collaborazione e di cortesia nei miei confronti che si è
instaurato in altre città, come ad esempio Milano, Modena e Ravenna.
Ormai troppe volte mi sono rivolto a Lei per segnalare questo stato di cose.
Non mi resta che esprimerle di nuovo la mia preoccupazione la mia profonda delusione per quella che secondo
me è una chiara sottovalutazione dello stato di pericolo in cui mi trovo.
Cordialmente,
Marco Biagi
Testo E-mail
Stefano Parisi Confindustria
Lunedì 2 luglio 2001
Caro Stefano,
Consentimi di ricordarti di intervenire con la massima urgenza sul Questore (come dicevi, ma meglio sarebbe
il Prefetto) per ripristinare la mia tutela anche su Roma (confermata nel resto d'Italia).
Mia moglie e allarmatissima ed anch'io sono molto preoccupato.
Voglio continuare a fare le cose che ci piacciono ma non vorrei che le minacce di Cofferati (riferitomi da
persona assolutamente attendibile) nei miei confronti venissero strumentalizzate da qualche criminale.
A risentirci domattina.
Grazie. Marco
Il testo delle lettere di sopra riportate sono state tratte da La Repubblica del 28 giugno 2002, per
qualsiasi eventuale errore nella trascrizione ci scusiamo con i lettori e con la Redazione del giornale.
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