QUOTIDIE - Gennaio 2001 Acqua che viene, acqua che va!
L'acqua di tutti noi finisce in mare
Dai bacini del Bunnari milioni di metri cubi di acqua finiscono in mare
Mentre a Sassari la Magistratura indaga, ci chiediamo quale sia la nostra situazione.
Piogge insufficienti nel sud dell'isola? Invasi inidonei a trattenere il prezioso liquido? Non poche
colpe vengono attribuite (oltre 50%) alle perdite idriche della città. Per avere l'acqua a tempo pieno se ne
riparlerà a febbraio. Le restrizioni rimangono: alle 15 i rubinetti a secco!
Il 40% circa le perdite idriche a Quartu
Il problema, secondo Silvestro Ladu, assessore regionale all'agricoltura, sarebbe quello delle perdite
idriche. A Cagliari e nelle grandi città oltre il 50% verrebbe perso per strada.
E a Quartu? "siamo intorno al 40%", commenta Massimo Manca, assessore comunale ai servizi tecnologici.
Un dato verosimile, legittimato ed equiparato allo stesso livello del capoluogo. Perché se a Cagliari le
perdite rimangono sottotraccia, a Quartu, proprio per la particolare natura argillosa del terreno, l'acqua
fuoriesce copiosa dalla sede stradale. Le condizioni della rete idrica sono state così considerate simili al
capoluogo cagliaritano. Pertanto di siamo stati iscritti a "pari merito" nella ripartizione dei fondi per le
obbiettive difficoltà che ci accomunano. Dobbiamo quindi sperare nel completamento e nel ripristino della
vecchia rete idrica cittadina, questo dovrebbe consentire a Quartu di trarne qualche vantaggio, nel frattempo
siamo costretti a convivere con restrizioni e perdite...... ". Sino a quando? A Quartu sono stati assegnati
poco più di tre miliardi. Sarebbero in viaggio, il condizionale è d'obbligo, arriveranno, su questo non ci
piove. Sì, ma quando?
I quartesi e gli utenti del Campidano per poter avere l'acqua normalmente dovranno aspettare a
febbraio. Tra un mese, forse, l'acqua potrà sgorgare abbondante e senza più interruzioni dei rubinetti. Per
il momento niente.
Ieri mattina l'assessore ai lavori pubblici Silvestro Ladu, ne ha dato notizia davanti ai taccuini aperti
ed agli esperti del settore.
Qualche incredulità e ironia, comunque per quanto amara questa è la notizia. I bacini al massimo della
capienza almeno al nord dell'isola, dove verranno abolite le restrizioni, per quanto attiene gli usi
potabili. Nel Flumendosa, invece, che fornisce l'acqua al Campidano, e nel Liscia la situazione, stando ai
dati dichiarati dall'assessore Ladu, non sarebbe così rosea. Il Flumendosa con 121 milioni di metri cubi
(solo il 20% della capacità complessiva), Liscia con 27,8 milioni di metri cubi. Il consumo stimato, solo per
usi potabili, di 30 milioni di metri cubi. Il problema consisterebbe nell'esigenza di dover assicurare
all'agricoltura l'indispensabile quantità d'acqua, mentre per le sole utenze domestiche l'acqua dovrebbe
bastare, anche e soprattutto in previsione delle abbondanti piogge che gli esperti di meteorologia hanno
annunciato.
Nonostante la situazione non venga considerata grave, almeno dall'assessore Ladu, in quanto le piogge
di questi giorni e le successive continuerebbero a riempire gli invasi. L'acqua che arriva dal cielo e dai
fiumi conclude la sua corsa negli invasi e non altrove? Gli invasi possono essere riempiti quando arriva
l'acqua sino alle loro capacità dichiarate? È stato anche detto che oltre 50% viene perso per strada e che il
vero problema, sempre a parere di Silvestro Ladu, resta quello delle perdite idriche. È probabile, di certo,
per il momento, ci sono le tasse e quelle arriveranno!
Tra queste amare certezze e qualche perplessità, la situazione dei campidanesi rimane un problema di non
semplice soluzione. È stato chiesto agli utenti di aver pazienza ancora per un mese. Gli esperti si
riuniranno nuovamente a febbraio per fare il punto della situazione e solo allora potremo sapere se dai
rubinetti l'acqua riprenderà a sgorgare senza restrizioni, oppure se ci presenteranno solo il conto da
pagare, ed è giusto pagare, l'acqua che consumiamo e non solo le promesse.
La verità ci pare abbastanza evidente: il problema dell'acqua sembra destinato a non trovare
soluzioni immediate. Qualcuno pensa di ricorrere ai dissalatori. Ma, siamo proprio sicuri che possa trattarsi
dell'unico rimedio possibile? Il dissalatore (monumento per ora inutilizzato) a Villasimius dovrebbe far
meditare.
Non basta il Grande Fratello

Oltre il Grande Fratello, "Temptation Island", "Survivor"
della CBS, "The Mole" della ABC, "Pop Stars" della WB e "Chains
of Love" della UPN.
Eroi per caso, in televisione
Eroi tutti i giorni, oltre il Grande Fratello
Notizie: Acqua, problemi in Sardegna - Anno 2001
Il PROTECT IP Act (forma breve del nome completo Preventing Real Online Threats to Economic Creativity and Theft of Intellectual Property Act of 2011),
chiamato anche PIPA, è una proposta di legge statunitense che si propone di accordare al governo e ai titolari di copyright maggiori strumenti
per limitare l'accesso "ai siti web canaglia, dediti alla pirateria e alla contraffazione di prodotti"
("rogue websites dedicated to infringing or counterfeit goods"),
compresi quelli registrati al di fuori del territorio degli Stati Uniti. In questa
proposta è espressamente previsto che i motori di ricerca "rimuovano o disabilitino l'accesso al sito internet associato al nome a dominio indicato dall'ordinanza oppure rimuovano i link ai suddetti siti internet".
Tra gli intermediari individuati figurano anche i gestori dei sistemi DNS ai quali dovrebbe essere ordinato di prendere le misure atte a prevenire
che un dominio internet sia risolto nel suo indirizzo IP (tramite una operazione di filtraggio del DNS).
Riflessioni e domande
Allora perché nasce questa proposta? Alcuni risponderanno che è giusto tutelare gli investimenti fatti dalle aziende per creare i prodotti,
ma di fatto queste tutele esistono già, molti di voi ricordano come è andata a finire la lite decennale tra la Apple e la Microsoft...
Per conoscere ulteriori informazioni sul PIPA e SOPA (Stop Online Piracy Act).
Citazioni sulla Pace
Chi ama la guerra, non l'ha vista in faccia (Erasmo da Rotterdam)
La via per la pace è la pace (M. K. Gandhi)
Annotazioni Fonte
Non puoi scegliere il paese dove nascere, non puoi scegliere il colore della tua pelle,
non puoi scegliere i parenti, ma puoi scegliere gli amici. Vivere vuol dire scegliere, decidere cosa fare, ogni giorno.
L'ingiustizia arma il futuro per altre ingiustizie.
Chiunque commetta un'ingiustizia si rende colpevole anche di tutte le ingiustizie future che da questa vengono generate.
L'intelligenza di saper riconoscere ciò che è giusto, la voglia di scegliere la strada che porta a questo e la capacità di difenderlo.

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