Avvenimenti Genova G8 Carlo: Azeglio Ciampi si faccia piena luce
IN SILENZIO MA NON ASSENTE

Genova, anche se in ritardo è possibile fare chiarezza
Carlo Azeglio Ciampi - "Auspico e attendo che si faccia piena luce su quanto è accaduto a Genova, è ciò
che vogliono tutti gli italiani senza distinzione alcuna". Questa è stata la dichiarazione del Capo dello
Stato ricevendo i giornalisti parlamentari per la cerimonia del Ventaglio.
Francesco Rutelli - "La presa di posizione del Capo dello Stato indica che la strada maestra per
accertare la la verità sui fatti di Genova è quella dell'indagine parlamentare" afferma il leader dell'ulivo
"Nessuna condanna preventiva, ma un'indagine che accerti lo svolgimento dei fatti e le eventuali
responsabilità di chi non ha dato sufficienti indicazioni per fermare le violenze e i gruppi di infiltrati.
Tutto drammaticamente documentato." ha aggiunto "Non capisco l'avversione della Casa delle Libertà ad
accertare la verità. Mi sembra un atteggiamento ingiustificabile". Nessun commento per quanto riguarda una
eventuale ritiro della mozione di sfiducia al Ministro dell'Interno Scajola da parte del Centrosinistra.
I tre super-ispettori incaricati dal Viminale di fare chiarezza hanno lasciato Genova e fatto rientro a
Roma, dove hanno consegnato la loro relazione al capo della polizia Gianni de Gennaro, il rapporto è stato
trasmesso, quindi, al ministro Scajola che dovrà riferire ai deputati. Sul tavolo della Procura genovese ci
sono i nomi di 70 agenti presenti al bliz nella scuola Diaz. Nessuno è attualmente indagato.
I legali del Genoa Social Forum chiedono un incidente probatorio, da svolgere nell'istituto che ospitava
il centro di accoglienza del GSF, per fare chiarezza su quanto è accaduto.
Da oggi attivo uno "Sportello G8". Servirà ai magistrati per raccogliere testimonianze e materiale utile
alle indagini sulle violenze.
Tra maggioranza e opposizione proseguono le trattative per la ricerca di una intesa (indagine
conoscitiva sugli avvenimenti di Genova e mozione di sfiducia presentata al Senato nei confronti del Ministro
Scajola), il Presidente della Camera Casini ha convocato, per questa ragione, una riunione dei capigruppo di
Montecitorio.
Il Presidente dei Senatori DS, Gavino Angius - "La mozione di sfiducia si può congelare, non ritirare, e
solo se la maggioranza è d'accordo su un'indagine conoscitiva"
Mentre Rifondazione Comunista continua a ritenere inaccettabile qualsiasi mediazione riguardante
l'indagine conoscitiva e le dimissioni di Scajola.
30 luglio 2001
LA NECESSITÀ DI FARE PIENA LUCE SUGLI AVVENIMENTI DRAMMATICI DI GENOVA
Quanto è accaduto a Genova nei giorni 20, 21 e 22 luglio ha colpito tutti gli italiani senza distinzione
alcuna di appartenenza politica; sapere con certezza cosa è avvenuto è un diritto fondamentale in un paese
democratico. La magistratura deve lavorare per appurare eventuali responsabilità, ma noi tutti dobbiamo
riflettere sulle giornate di Genova, sulla morte di un giovane ragazzo, Carlo, su un altro giovane,
carabiniere, impaurito da uno scontro a cui non era stato, forse, preparato. Forse non si è mai completamente
pronti ad affrontare la violenza, ma il disastro di Genova era stato già annunciato (come nei precedenti
incontri del G8 si sapeva che oltre ai manifestanti di un dissenso pacifico ci sarebbero stati dei gruppi
violenti, sapevamo che sarebbero state giornate difficili, dove sbagliare poteva diventare tragico, perché la
violenza da qualunque parte arrivi porta altra violenza). Certo, col senno di poi, nessuno avrebbe mandato
allo sbaraglio delle persone armate, con poca esperienza e giovani a garantire la democrazia di chi
manifestava e di chi partecipava al G8.
Noi non abbiamo le soluzioni in tasca, ma sappiamo che alcune persone (come succede anche in altri
ambienti: sanità, scuola, enti locali, ecc.) non sono adatte per svolgere dei compiti che richiedono un senso
del dovere maggiore del comune. Portare un arma in dotazione non significa solo avere uno strumento di difesa
in un paese dove la mafia e la violenza organizzata sono presenti, significa anche essere consapevoli che
quell'arma può uccidere un'altra persona, un coetaneo, un collega, un amico. Per questo motivo
(fortunatamente non siamo in america, dove chiunque può possedere una pistola) dobbiamo responsabilizzare nel
miglior modo possibile le persone che per dovere portano le armi.
Cronaca di un disastro annunciato, forse molti errori potevano essere evitati. Il senso di
responsabilità nelle dichiarazioni del padre di Carlo Giuliani, ex sindacalista, ci deve far riflettere e
deve avere una risposta concreta. Fare luce sulla tragedia che ha colpito la famiglia, Genova e tutti gli
italiani non è solo un diritto ma un dovere da cui nessuno può esimersi! Noi crediamo che la polizia e i
carabinieri non possano essere di destra o di sinistra, ma debbano tutelare l'incolumità di tutti i
cittadini. Così come la Magistratura deve perseguire l'accertamento dei fatti e la ricerca della verità!
Non contro la polizia o i carabinieri ma per i poveri e i deboli. Usare la forza con i deboli e con chi
non si può difendere è segno di debolezza!
(fonte) 31 luglio 2001
SI ALL'INDAGINE PARLAMENTARE SUI FATTI DI GENOVA
VOTO AL SENATO SULLA MOZIONE DI SFIDUCIA: 180 NO
Roma - Dopo il voto al Senato sulla mozione di sfiducia al Ministro Scajola, che è stata bocciata, via
libera all'indagine parlamentare su quanto è accaduto a Genova. Questo è il risultato del difficile
compromesso raggiunto tra maggioranza e opposizione. La mediazione ha richiesto l'intervento del Capo dello
Stato Carlo A.Ciampi e del Presidente della Camera Pierferdinando Casini. La trattativa ha avuto una
soluzione dopo che la maggioranza aveva ottenuto l'anticipo sul voto di sfiducia. L'Ulivo si è diviso al
Senato sulla possibilità di ritirare la mozione di sfiducia, mentre a Montecitorio ha ottenuto il "si" della
CdL all'indagine parlamentare. Rifondazione Comunista avrebbe preferito all'indagine conoscitiva la
commissione di inchiesta.
Un primo risultato: con il via all'indagine parlamentare conoscitiva le commissioni competenti possono
invitare tutte le persone in grado di fornire elementi utili ai fini dell'indagine, che dovrà concludersi con
l'approvazione di un documento relativo ai dati acquisiti. Pensare e riflettere prima di agire, purtroppo in
passato abbiamo assistito alla punizione dei sacrificabili, speriamo che questa volta sia diverso.
Non contro i carabinieri o la polizia ma per i poveri e i deboli. Usare la forza con i deboli e con chi
non si può difendere è segno di debolezza!
(fonte) 1 agosto 2001
RIMOZIONI AI VERTICI DELLA POLIZIA DOPO LE RELAZIONI DEI SUPER-ISPETTORI
Andreassi, La Barbera e Colucci, parte della squadra del prefetto Gianni de Gennaro costretta a lasciare il campo
Secondo il ministro Scajola decisioni assolutamente opportune. Il vicecapo Andreassi, il comandante
dell'antiterrorismo Arnaldo La Barbera e il questore di Genova Francesco Colucci vengono rimossi e destinati
ad altri incarichi.
L'indagine non è ancora partita ma alcune teste iniziano a cadere, un terremoto senza precedenti che ha
scosso gli uffici del Viminale. Le decisioni sono state prese dopo l'esame dei rapporti messi a punto dalla
squadra di ispettori incaricati dal Viminale. Le relazioni degli ispettori si sono concentrate sul blitz
nella scuola "Diaz" che era diventata la sede del Genoa Social Forum, sulla caserma di Bolzanetto, dove sono
passati molti degli arrestati e su quanto è avvenuto a Genova durante il G8. I tre rapporti, pare, contengano
pesanti accuse alla gestione dell'ordine pubblico.
Berlusconi, Scajola e Fini si erano incontrati ieri, poi la decisione di intervenire senza aspettare
oltre. Con una telefonata è stato informato il Capo dello Stato Ciampi e oggi il ministro Scajola andrà al
Quirinale. Non viene escluso che possano essere rimosse anche altre persone.
Anche se non del tutto inattesa (viste le dure reazioni, anche internazionali, sui fatti di Genova), la
decisione appare forse affrettata, considerate le resistenze della maggioranza per avviare l'indagine
conoscitiva. Da più parti si auspica che a lasciare gli incarichi non siano i sacrificabili, ma solo chi ha
mancato nel difficile compito di assicurare l'ordine pubblico.
(fonte) 2 agosto 2001
Mentre dal mondo politico le dichiarazioni si susseguono
Altri paesi hanno lavorato sulla formazione delle forze dell'ordine da oltre 30 anni. Speciali Centri di
specializzazione insegnano a contenere la violenza che può scatenarsi durante le manifestazioni. Chi si trova
in prima linea ha il diritto di essere preparato ad affrontare e a contenere la violenza. Non si tratta di
partecipare a azioni di guerra, con un nemico da eliminare, ma di evitare che gruppi di persone possano
nuocere ad altri cittadini, alle forze dell'ordine, al patrimonio di una città. Per questo motivo i corsi di
formazione insegnano ai partecipanti non solo a sentirsi parte di un gruppo che ha dei doveri maggiori delle
altre componenti della società, ma anche a controllare la violenza interna del gruppo. Le esercitazioni
simulano gli scontri di piazza, anche se i partecipanti, in questo caso, sono tutti appartenenti alla
polizia. Chi sostiene il ruolo dei manifestanti, a rotazione, inveisce contro le forze dell'ordine, mentre i
reparti si allenano a non reagire in modo emotivo.
Forse non è la soluzione in grado di evitare qualsiasi tragedia, ma forse potrebbe evitare altre
tragedie, in ogni casi è una ipotesi su cui riflettere.
(fonte) 3 agosto 2001
Maggioranza e minoranza divisi sul documento finale
Indagine parlamentare al termine, ma nonostante tutte le audizioni, le riunioni, la tragedia americana,
maggioranza e minoranza chiuderanno i lavori con due documenti distinti. Ovvero due valutazioni
sostanzialmente diverse su quanto è accaduto a Genova, eppure i filmati, le testimonianze sono state
innumerevoli. Vince il luogo comune e, forse poco lungimirante, che ammettere di aver sbagliato è segno di
debolezza e non di forza, di solidità, della capacità fondamentale e necessaria per imparare dai propri
errori.
La nostra banale riflessione: chi di noi ha avuto dei figli sa quanto sia difficile insegnare loro dei
valori e quanto si desideri che evitino gli errori che noi abbiamo fatto, ma sappiamo che potranno imparare
dai propri errori, sarà il loro percorso di crescita. Quando infine ci accorgiamo che i nostri figli non
imparano neanche dai loro errori allora ci sentiamo falliti come genitori. Noi cittadini italiani, in questo
caso, ci sentiamo delusi da una conclusione che all'interno di un organo importante come le Camere poteva e
forse doveva essere sostanzialmente unanime.
(fonte) 18 agosto 2001
Il PROTECT IP Act (forma breve del nome completo Preventing Real Online Threats to Economic Creativity and Theft of Intellectual Property Act of 2011),
chiamato anche PIPA, è una proposta di legge statunitense che si propone di accordare al governo e ai titolari di copyright maggiori strumenti
per limitare l'accesso "ai siti web canaglia, dediti alla pirateria e alla contraffazione di prodotti"
("rogue websites dedicated to infringing or counterfeit goods"), compresi quelli registrati al di fuori del territorio degli Stati Uniti.
In questa proposta è espressamente previsto che i motori di ricerca "rimuovano o disabilitino l'accesso al sito internet associato al nome a dominio indicato dall'ordinanza oppure rimuovano i link ai suddetti siti internet".
Tra gli intermediari individuati figurano anche i gestori dei sistemi DNS ai quali dovrebbe essere ordinato di prendere le misure atte a prevenire
che un dominio internet sia risolto nel suo indirizzo IP (tramite una operazione di filtraggio del DNS).
Riflessioni e domande
Allora perché nasce questa proposta? Alcuni risponderanno che è giusto tutelare gli investimenti fatti dalle aziende per creare i prodotti,
ma di fatto queste tutele esistono già, molti di voi ricordano come è andata a finire la lite decennale tra la Apple e la Microsoft...
Per conoscere ulteriori informazioni sul PIPA e SOPA (Stop Online Piracy Act).
Citazioni sulla Pace
Chi ama la guerra, non l'ha vista in faccia (Erasmo da Rotterdam)
La via per la pace è la pace (M. K. Gandhi)
Annotazioni Fonte
Non puoi scegliere il paese dove nascere, non puoi scegliere il colore della tua pelle,
non puoi scegliere i parenti, ma puoi scegliere gli amici. Vivere vuol dire scegliere, decidere cosa fare, ogni giorno.
L'ingiustizia arma il futuro per altre ingiustizie.
Chiunque commetta un'ingiustizia si rende colpevole anche di tutte le ingiustizie future che da questa vengono generate.
L'intelligenza di saper riconoscere ciò che è giusto, la voglia di scegliere la strada che porta a questo e la capacità di difenderlo.

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