QUOTIDIE - Dicembre 2001
4 Dicembre 2001: Taormina - Il sottosegretario alla Giustizia si dimette
Il ministro degli interni annuncia, in diretta, le dimissioni dell'avvocato Taormina.
Durante la seduta del Senato, successivamente alla comunicazione del ministro alla Giustizia, Castelli, è
intervenuto il ministro degli interni, leggendo l'ultima parte di una lettera inviata da Taormina al capo del
governo. Il presidente del Senato, Marcello Pera, ha interrotto la seduta e convocato una conferenza dei
capigruppo. Alla ripresa della seduta è stato comunicato che il capo del governo avrebbe firmato la revoca
del sottosegretario alla giustizia. In buona sostanza la maggioranza ha dichiarato di voler intervenire in
materia di giustizia a 360 gradi e la minoranza ha manifestato un giudizio profondamente negativo su tali
dichiarazioni.
7 Dicembre 2001: Europa
Italia contro l'Europa, salta l'accordo sulla Giustizia.
Ennesimo no da parte del governo italiano sul mandato d'arresto europeo.
Panico e fibrillazione nella coalizione di centrodestra, mentre da più parti incominciano a farsi sentire
voci di palese dissenso nei confronti di uno scontro istituzionale ben oltre i limiti consueti.

Europa SI - Europa NO
10 Dicembre 2001: Accordo in seno al governo sulla giustizia
Alla fine il governo italiano ha trovato una soluzione sul problema della giustizia europea intesa con la condizionale.
Dopo mille problemi la coalizione di centrodestra si riavvicina all'Europa, ma non subito, prima intende
modificare la Costituzione
e probabilmente le richieste dei paesi europei troveranno un riscontro dopo il 2004.
Sciopero Generale
Sciopero Generale del Pubblico Impiego
Venerdì 14 dicembre 2001
- contro la sospensione dell'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, che prevede la tutela dal licenziamento
senza giusta causa
- per il rispetto dell'accordo del Luglio 1993 e lo stanziamento delle risorse economiche necessarie ai
rinnovi contrattuali
- per la difesa e il rilancio della contrattazione integrativa quale strumento indispensabile per il
sostegno delle riforme delle pubbliche amministrazioni e contro le incursioni legislative che tendono ad
annullarla
- per la modifica della Legge Finanziaria contro le privatizzazioni e le esternalizzazioni selvagge che
mettono a rischio migliaia di posti di lavoro e per realizzare i livelli di efficacia e di efficienza
adeguati alle esigenze della popolazione
C.G.I.L. C.I.S.L. U.I.L.
Cagliari, 11 Dicembre 2001
Auguri
IN REGALO L'EURO CALCOLATRICE
Notizie Sciopero Generale Pubblico Impiego
Enron: bancarotta, partono le prime inchieste.
Informazioni e Notizie Dicembre 2001
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Il PROTECT IP Act (forma breve del nome completo Preventing Real Online Threats to Economic Creativity and Theft of Intellectual Property Act of 2011),
chiamato anche PIPA, è una proposta di legge statunitense che si propone di accordare al governo e ai titolari di copyright maggiori strumenti
per limitare l'accesso "ai siti web canaglia, dediti alla pirateria e alla contraffazione di prodotti"
("rogue websites dedicated to infringing or counterfeit goods"),
compresi quelli registrati al di fuori del territorio degli Stati Uniti. In questa
proposta è espressamente previsto che i motori di ricerca "rimuovano o disabilitino l'accesso al sito internet associato al nome a dominio indicato dall'ordinanza oppure rimuovano i link ai suddetti siti internet".
Tra gli intermediari individuati figurano anche i gestori dei sistemi DNS ai quali dovrebbe essere ordinato di prendere le misure atte a prevenire
che un dominio internet sia risolto nel suo indirizzo IP (tramite una operazione di filtraggio del DNS).
Riflessioni e domande
Allora perché nasce questa proposta? Alcuni risponderanno che è giusto tutelare gli investimenti fatti dalle aziende per creare i prodotti,
ma di fatto queste tutele esistono già, molti di voi ricordano come è andata a finire la lite decennale tra la Apple e la Microsoft...
Per conoscere ulteriori informazioni sul PIPA e SOPA (Stop Online Piracy Act).
Citazioni sulla Pace
Chi ama la guerra, non l'ha vista in faccia (Erasmo da Rotterdam)
La via per la pace è la pace (M. K. Gandhi)
Annotazioni Fonte
Non puoi scegliere il paese dove nascere, non puoi scegliere il colore della tua pelle,
non puoi scegliere i parenti, ma puoi scegliere gli amici. Vivere vuol dire scegliere, decidere cosa fare, ogni giorno.
L'ingiustizia arma il futuro per altre ingiustizie.
Chiunque commetta un'ingiustizia si rende colpevole anche di tutte le ingiustizie future che da questa vengono generate.
L'intelligenza di saper riconoscere ciò che è giusto, la voglia di scegliere la strada che porta a questo e la capacità di difenderlo.

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