REFERENDUM 21 Maggio 2000
I RISULTATI: a Quartu Sant'Elena e in Italia
Città di Quartu Sant'Elena - Provincia di Cagliari |
RISULTATI |
Quartu Sant'Elena |
Italia |
| I Quesiti Referendari |
- Votanti: 55.014
- Voti validi: 13.599
- Schede nulle: 283
- Schede bianche: 637
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Affluenza Media Nazionale: 31,9 - 32,5 % |
| Referendum N.1 (Abrogazione rimborso per le consultazioni
elettorali e referendarie) |
- SI: 10.875 - 79,9 %
- NO: 2.710 - 19.9 %
- Votanti: 24,6 %
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- SI: 10.004.581 - 71,1 %
- NO: 4.073.688 - 28,9 %
- Votanti: 32,2 %
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| Referendum N.2 (Abrogazione quota proporzionale per
l'elezione della Camera dei Deputati) |
- SI: 11.716 - 86,1 %
- NO: 1.883 - 13,8 %
- Votanti: 24,7 %
|
- SI: 11.637.524 - 82,0 %
- NO: 2.551.963 - 18,0 %
- Votanti: 32,4 %
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| Referendum N.3 (Abrogazione del voto di lista per
l'elezione del Consiglio superiore della Magistratura - CSM) |
- SI: 9.936 - 73,0 %
- NO: 2.689 - 19,0 %
- Votanti: 22,9 %
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- SI: 9.125.465 - 70,6 %
- NO: 3.805.250 - 29,4 %
- Votanti: 31,9 %
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| Referendum N.4 (Separazione delle carriere dei magistrati
giudicanti e inquirenti) |
- SI: 10.109 - 74,3 %
- NO: 2.899 - 21,3 %
- Votanti: 23,6 %
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- SI: 9.237.713 - 69,0 %
- NO: 4.150.241 - 31,0 %
- Votanti: 32,0 %
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| Referendum N.5 (Abrogazione incarichi extragiudiziali dei
magistrati al di fuori delle loro attività giudiziarie) |
- SI: 11.086 - 81,5 %
- NO: 2.124 - 15,6 %
- Votanti: 24,0 %
|
- SI: 10.200.692 - 75,2 %
- NO: 3.360.487 - 24,8 %
- Votanti: 32,0 %
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| Referendum N.6 (Abrogazione delle norme sulla
reintegrazione dei posti di lavoro) |
- SI: 4.907 - 36,0 %
- NO: 8.999 - 66,1 %
- Votanti: 25,2 %
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- SI: 4.923.381 - 33,4 %
- NO: 9.834.046 - 66,6 %
- Votanti: 32,5 %
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| Referendum N.7 (Abrogazione prelievo diretto delle
trattenute associative e sindacali tramite gli enti previdenziali) |
- SI: 9.389 - 69,0 %
- NO: 3.922 - 28,8 %
- Votanti: 24,19 %
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- SI: 8.632.445 - 61,8 %
- NO: 5.331.053 - 38,2 %
- Votanti: 32,2 %
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Riflessioni sui risultati del Referendum
I risultati esprimono una tendenza, quale? Saper leggere i numeri non è sempre facile,
nonostante quanto i nostri "cari politici" vogliono farci intendere.
Lo schieramento che ha invitato gli elettori a non andare a votare non si è lasciato sfuggire la ghiotta
occasione di pavoneggiarsi per questo risultato. I numeri "parlano chiaro": la maggior parte degli elettori
non è andata a votare, certo, una parte di queste persone può giustamente collocarsi con lo schieramento
degli astensionisti di partito, ma siamo così sicuri che un numero non meno cospicuo non siano astensionisti
demotivati da un modo di far politica sempre più distaccato dalla realtà della gente?
Comunque, anche se i vari politici che non trovano un consenso nelle persone ringraziano perché potranno
continuare ad essere pagati per far della politica un gioco al massacro, forse qualcuno stanco della solita
recita potrà, se vorrà, leggere "fra i numeri" che tra le persone che hanno voluto utilizzare
il loro diritto a esprimere un'opinione:
il 71% è favorevole: all'abrogazione del rimborso ai partiti per le spese elettorali e referendarie;
(forse il cittadino è stanco di dover pagare qualcuno che non da un servizio)
l'82% è favorevole all'abolizione della quota proporzionale;
(forse il cittadino è stanco di veder litigare i politici per personali convenienze)
il 70% è favorevole all'abrogazione del voto di lista nell'elezione del CSM;
il 69% è favorevole alla separazione delle carriere dei magistrati;
e il 75% è favorevole all'abrogazione degli incarichi extragiudiziali ai magistrati;
(forse il cittadino è stanco di dover sottostare a leggi che altri non devono rispettare)
il 66% circa è contrario all'abrogazione del diritto di essere licenziati solo per giusta causa;
(forse il cittadino ritiene che per licenziare qualcuno debbano esserci delle solide ragioni e non
le "solite ragioni", esistono strade alternative per produrre ricchezza)
il 62% è favorevole all'abrogazione del prelievo diretto delle quote associative e sindacali.
(forse il cittadino che paga le quote sindacali gradirebbe che chi fa sindacato si occupasse dei lavoratori e
non solo della propria carriera politica in seno al governo di turno o in altri organigrammi)
Oltre 14 milioni di elettori, circa il 32%, hanno espresso la loro opinione.
Cari politici, forse, una riflessione è più che dovuta!
Notizie Referendum Quartu S.E. - 2000-05-21
Il PROTECT IP Act (forma breve del nome completo Preventing Real Online Threats to Economic Creativity and Theft of Intellectual Property Act of 2011),
chiamato anche PIPA, è una proposta di legge statunitense che si propone di accordare al governo e ai titolari di copyright maggiori strumenti
per limitare l'accesso "ai siti web canaglia, dediti alla pirateria e alla contraffazione di prodotti"
("rogue websites dedicated to infringing or counterfeit goods"),
compresi quelli registrati al di fuori del territorio degli Stati Uniti. In questa
proposta è espressamente previsto che i motori di ricerca "rimuovano o disabilitino l'accesso al sito internet associato al nome a dominio indicato dall'ordinanza oppure rimuovano i link ai suddetti siti internet".
Tra gli intermediari individuati figurano anche i gestori dei sistemi DNS ai quali dovrebbe essere ordinato di prendere le misure atte a prevenire
che un dominio internet sia risolto nel suo indirizzo IP (tramite una operazione di filtraggio del DNS).
Riflessioni e domande
Allora perché nasce questa proposta? Alcuni risponderanno che è giusto tutelare gli investimenti fatti dalle aziende per creare i prodotti,
ma di fatto queste tutele esistono già, molti di voi ricordano come è andata a finire la lite decennale tra la Apple e la Microsoft...
Per conoscere ulteriori informazioni sul PIPA e SOPA (Stop Online Piracy Act).
Citazioni sulla Pace
Chi ama la guerra, non l'ha vista in faccia (Erasmo da Rotterdam)
La via per la pace è la pace (M. K. Gandhi)
Annotazioni Fonte
Non puoi scegliere il paese dove nascere, non puoi scegliere il colore della tua pelle,
non puoi scegliere i parenti, ma puoi scegliere gli amici. Vivere vuol dire scegliere, decidere cosa fare, ogni giorno.
L'ingiustizia arma il futuro per altre ingiustizie.
Chiunque commetta un'ingiustizia si rende colpevole anche di tutte le ingiustizie future che da questa vengono generate.
L'intelligenza di saper riconoscere ciò che è giusto, la voglia di scegliere la strada che porta a questo e la capacità di difenderlo.

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