Feti unu basidedhu furau e fiat s'una 'e a de noti
Ci fiat sa luna prena candu ses bennia in sa coti
Cantendi a boxi druci "no poto reposare" su coru m'as furau
De meda tempu aintru de su coru miu s'amori fiat imprisonau
A pagu a pagu su sonu de sa boxi tua m'at scidau
gioghendi e passillendi su disigiu unu basu at furau.
Il Bacio, opera di Francesco Ciusa (1883 - 1949), alla Galleria d'arte di Cagliari
Traduzione: Un Piccolo Bacio
Solo un piccolo bacio rubato ed era l'una della notte
C'era la luna piena quando sei venuta nella capanna
Cantando dolcemente "non posso riposare" il cuore mi hai rubato
Da tanto tempo il mio cuore l'amore aveva incarcerato
Lentamente il suono della tua voce mi ha svegliato
Giocando e passeggiando il desiderio un bacio ha rubato.
Il Bacio - desiderio e preludio
Una tematica che ha ispirato poeti e artisti in ogni secolo.
Nell'opera qui proposta il Ciusa se da una parte, attraverso la
posizione e le forme, porta il simbolo del bacio verso qualcosa di
alto, in una forma quasi spirituale, dall'altra con la copertura
superiore lo riporta a una dimensione umana, intima. Un sentimento
pubblico ma che necessita di uno scenario privato per poter vivere.
Intuizione di un momento di cambiamento della società o semplice
richiamo alla non banalizzazione di quello che per molti è diventato
nel tempo un semplice atto. Il desiderio si imprime tra le labbra
dei protagonisti con forza e abbandono. Un semplice gesto che
interrompe le reciproche individualità, il tentativo di costruire un
ponte tra due mondi, senza certezze, senza garanzie, solo la forza
interiore per ricevere e dare.