Traduzione Versi Procurade de Moderare di Francesco Ignazio Mannu 2
Procurade de Moderare (2)
24 - Lavorate lavorate,
O poveri dei villaggi,
per mantenere in città
tanti stalloni,
a voi lasciano la paglia,
loro prendono il grano,
e pensano mattina e sera
solamente a ingrassare.
25 - Il Signor Feudatario
si alza alle undici.
Dal letto alla tavola,
dalla tavola al gioco;
e dopo, per svago,
va a fare il cicisbeo
fino al tramonto
teatro, balli, allegria.
26 - Quanto diversamente
utilizza il tempo il vassallo!
Prima dell’alba
è già in campagna;
vento o neve nella montagna,
sole ardente in pianura,
o poveretto, come
può resistere tanto?
27 - Con la zappa e con l’aratro
lavora tutto il giorno,
e a metà della giornata
si ciba solo di pane,
viene trattato meglio il cane
del Barone, in città,
se è di quella razza
che solitamente portano in tasca.
28 - Temendo che si ricreino
disordini tanto grandi,
con intrighi e inganni
le Corti hanno impedito;
e hanno disperso
i patrizi più zelanti,
dicendo che erano petulanti
e contro la Monarchia.
29 - A coloro che in favore
della patria hanno lottato,
che hanno impugnato la spada
per la causa comune,
una fune al collo,
meschini, volevano mettere,
o come Giacobini
li volevano massacrare.
30 - Però il cielo ha difeso
i buoni in modo evidente
ha abbattuto il potente,
ed esaltato gli umili.
Dio, che si è dichiarato
in favore della nostra patria,
da ogni vostra minaccia
Lui ci salverà.
31 - Perfido feudatario!
Per interesse privato
Protettore dichiarato
Sei dei piemontesi.
Con loro ti accordasti
con molta facilità,
lui mangia in città,
e tu in paese, a lottare.
32 - Era per i piemontesi
una cuccagna, la Sardegna;
come le Indie per la Spagna
essi si incontrano qui;
contro di noi alzavano la voce
perfino di fronte a un cameriere,
plebeo o cavaliere
il sardo si doveva umiliare.
33 - Loro da questa terra
hanno portato via milioni,
venivano senza pantaloni
e ripartivano gallonati.
Mai fossero arrivati
perché hanno bruciato tutto!
Maledetto il paese
Che crea una simile razza.
34 - Loro qui facevano
matrimoni vantaggiosi,
per loro erano gli impieghi,
per loro erano gli onori,
le maggiori dignità
di chiesa, toga e spada:
e al sardo restava solo
una fune per impiccarsi!
35 - Ci mandavano i peggiori
per castigo e condanna,
con salario e pensione,
con impiego e con patente.
A Mosca gente di tal fatta
viene mandata in Siberia,
ma per farla morire di miseria,
non certamente per governare.
36 - Intanto nella nostra isola
numerosi giovani
di talento e di virtù,
venivano lasciati senza lavoro:
e se assumevano qualcuno
cercavano il più tonto,
perché a loro conveniva
trattare con gente stupida.
37 - Se nei lavori umili
qualche sardo faceva progressi,
per fare regali non gli bastava
metà salario,
bisognava inviare
cavalli di razza a Torino,
e casse di buon vino,
Cannonau e Malvasia.
38 - Dare al Piemonte
la nostra argenteria e l’oro
è questa del loro governo
il dovere principale.
Del regno sardo, vada bene o male,
a loro non importa niente,
anzi credono che non sia conveniente
lasciarlo prosperare.
39 - Hanno rovinato l’isola
questa razza di bastardi,
i privilegi sardi
loro ci hanno levato,
dagli archivi hanno rubato
i documenti più importanti,
e come scritti vecchi e inutili
li hanno fatti bruciare.
40 - In parte, di questo flagello,
Dio ci ha liberati,
i sardi hanno cacciato
questo odioso nemico
e tu sei loro amico,
indegno barone sardo;
e tu sei imegnato
per farli ritornare!
41 - Per questo, sfacciatamente,
preghi per il Piemonte.
Sei un falso che hai in fronte
Il marchio del traditore;
le tue figlie tanto onore
fanno al forestiero,
anche se fosse un lavagabinetti,
purché non sia sardo.
42 - Se per caso vai a Torino
là devi baciare
i piedi al Ministro,
e ad altri il…, già mi capisci;
per ottenere ciò che chiedi
vendi la tua patria,
e forse cerchi nascostamente
di screditare i Sardi.
43 - Lì lasci la borsa,
e ritorni con in premio
una croce sul petto,
una chiave sul sedere:
per costruire la caserma
hai distrutto la casa,
e hai guadagnato il titolo
di traditore e spia.
44 - Il cielo non lascia sempre
trionfare il male,
il mondo bisogna modificare
le cose che vanno male,
il sistema feudale
non può durare molto!
Vendere qualsiasi cosa per denaro
a questo i popoli devono dire basta.
45 - L’uomo delle falsità
che era già stato degradato,
sembra che all’antico splendore
voglia nuovamente ritornare;
pare che il suo rango
l’umanità rivendichi;
sardi miei, svegliatevi
e seguite questa guida.
46 - Questa, popoli sardi, è l’ora
di eliminare gli abusi!
Abbasso le usanze nefaste,
abbasso il dispotismo!
Guerra, guerra all’egoismo,
e guerra agli oppressori;
questi tiranni minori
è importante che vengano vinti.
Composta alla fine del 1700 da Francesco Ignazio Mannu, Cavaliere e Magistrato
(nato a Ozieri il 18 maggio 1758 e morto a Cagliari nel 1839).