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Tesi Fabio Porcu Internet e Democrazia Capitolo 11 - Considerazioni Finali

1. Le Leggi citate

Gli articoli della Costituzione citati, peraltro fondamentali, si riallacciano alla problematica esposta, dato che il percorso di attuazione di questi articoli ha comportato sotto la spinta di una realtà contingente e inderogabile, la recente promulgazione di una serie di Leggi e Decreti fondamentali per la democrazia.

In questo contesto abbiamo preferito inserire in Appendice le Leggi, i Decreti e i documenti che, secondo noi, erano maggiormente pertinenti.

Forse, sarebbe stato opportuno inserire tanti altri provvedimenti ma abbiamo preferito inserire le Leggi e i Decreti più vicini alle tematiche trattate (Internet e Democrazia). Direttamente per l'oggetto del provvedimento o indirettamente perché riguardano nel concreto i diritti del cittadino, le funzioni della Regione e dei Comuni.

Le tematiche principali di questi provvedimenti sono: l'Autocertificazione, la Semplificazione degli atti amministrativi, la validità del Documento Elettronico, il processo di Delegificazione, la Tutela dei dati personali, il Protocollo Informatico, la Carta d'identità Elettronica e la comunicazione del Codice Fiscale, inoltre quasi tutte le norme citate hanno in comune l'utilizzo dell'informatica, delle Reti e delle firme digitali.

La citazione dello Statuto sardo e i cenni sulla Regione Sardegna erano ugualmente doverosi, perché appartengono al contesto in cui noi cittadini sardi viviamo.

2. Per un utilizzo democratico e non elitario della Rete

Fino a poco tempo fa le tecniche crittografiche, anche a chiavi pubbliche, sono state utilizzate essenzialmente per assicurare la riservatezza della comunicazione, mentre la compatibilità e l'interoperabilità erano considerate caratteristiche di secondaria importanza, se non addirittura potenzialmente pericolose. Il ribaltamento della prospettiva introdotto dalla firma digitale, che deve garantire l'autenticità di un documento di fronte chiunque e non solo al diretto destinatario, porterà, come è successo nei protocolli di comunicazione, a una rapida convergenza verso gli standard maggiormente efficaci.

La sicurezza totale in ambito informatico forse non esiste, ma la Firma Digitale rappresenta sicuramente un fatto importante, che potrà stimolare il mondo imprenditoriale e i cittadini a essere partecipi di questo sviluppo, perché dare garanzie significa creare fiducia.

La tecnologia informatica, la C.I.E. (Carta di Identità Elettronica), il Documento e il Protocollo Elettronico sono delle possibilità reali, devono, però, avere lo scopo primario di rendere il cittadino partecipe a tutti gli effetti della nuova era in cui stiamo entrando. Il Legislatore ha fatto un passo in avanti notevole, ma ha lasciato l'onere maggiore agli Enti Locali, questo, data la situazione disomogenea esistente nel territorio, creerà ancora una volta cittadini di "serie A" e di "serie B". Perché questo non accada, come invece è già accaduto per "lo Sportello Unico" le cui regole sono state scritte senza una preventiva analisi delle realtà che avrebbero dovuto attuarlo, è necessario un impegno nel medio periodo del Governo, del Legislatore, degli Enti Locali a ogni livello per creare una "cultura" necessaria e diffusa, accessibile in concreto a tutti i cittadini.

Per questo motivo è necessaria una riforma della Regione e degli Enti Locali che permetta di utilizzare la legislazione e la tecnologia, entrambe in continua evoluzione, come strumenti di un effettivo sviluppo per entrare nel nuovo ciclo "produttivo". Tale riforma, nel rispetto della Costituzione e della legislazione vigente, dovrà creare delle direttrici in cui sia possibile mettere insieme: reperimento e governo delle risorse, tutela della identità sarda, formazione a tutti i livelli della pubblica amministrazione, coinvolgimento delle realtà produttive isolane, possibilità di reale fruizione delle nuove opportunità per tutti i cittadini.

Alla ricerca continua di un percorso democratico che permetta da una parte la piena attuazione almeno di alcuni articoli della Costituzione, dall'altra un maggiore ed effettivo riscontro democratico sull'uso delle nuove tecnologie.

 

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Il PROTECT IP Act (forma breve del nome completo Preventing Real Online Threats to Economic Creativity and Theft of Intellectual Property Act of 2011), chiamato anche PIPA, è una proposta di legge statunitense che si propone di accordare al governo e ai titolari di copyright maggiori strumenti per limitare l'accesso "ai siti web canaglia, dediti alla pirateria e alla contraffazione di prodotti" ("rogue websites dedicated to infringing or counterfeit goods"), in particolare quelli registrati al di fuori del territorio statunitense.

Nel PIPA è espressamente previsto che i motori di ricerca "rimuovano o disabilitino l'accesso al sito internet associato al nome a dominio indicato dall'ordinanza oppure rimuovano i link ai suddetti siti internet". Tra gli intermediari individuati figurano anche i gestori dei sistemi DNS ai quali dovrebbe essere ordinato di prendere le misure atte a prevenire che un dominio internet sia risolto nel suo indirizzo IP (filtraggio del DNS).

Riflessioni e domande

Allora perché nasce questa proposta? Alcuni risponderanno che è giusto tutelare gli investimenti fatti dalle aziende per creare i prodotti, ma di fatto queste tutele esistono già, molti di voi ricordano come è andata a finire la lite decennale tra la Apple e la Microsoft... Per conoscere ulteriori informazioni sul PIPA e SOPA (Stop Online Piracy Act).


Internet: un percorso verso la Democrazia - Novembre 2000 Quartu Sant'Elena

Internet e Democrazia: Normativa, Appunti, Informazioni e Considerazioni - Revisione 1.4 Agosto 2009

La pubblicazione di testi relativi a Leggi, Regolamenti e Normative non ha carattere di ufficialità

Data Ultimo Aggiornamento: 2012-01-29

G.A.D. dx01

NO Al Nucleare No alle Scorie Nucleari in Sardegna

G.A.D. Pub.dx02

La Rete Piccolo Mondo - Scopri la Sardegna

La Costituzione non è una materia nella quale giovani e vecchi ignoranti possano cimentarsi...

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