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Rami d'edera - Poesie © 1990 M.Lidia Petrulli

INDICE:

Prefazione

 

Ci sono tante conchiglie sulla spiaggia, e oltre il mare? "Un mondo, oltre i confini del mondo" (Lidia)

 

Prefazione

 

Attimi di vita colti nello scorrere di una quotidianità tumultuosa, allucinata talvolta nelle trasfigurazioni di cui si riveste, come se sogno e realtà finissero col perdere i rispettivi confini compenetrandosi dei propri colori, delle proprie forme sfumate; a volte, nella vita di ognuno, il simbolo prende il sopravvento e la realtà diviene una lunga, interminabile metafora.

I versi nell'ologramma del ricordo, colgono in una istantanea l'emozione, così come questa emerge da un inconscio che preme per venire alla luce, manifestano ciò che l'io tiene represso da tempo, tale e quale a un crudele guardiano, il suo forziere. Così il libero fluire delle immagini scalza dal suo trono la logica inscrivendo in un pentagramma insolito la relazione dell'uomo col suo mondo.

Inizio Pagina

 

IL SOLITARIO

Un frammento

di granito,

sulla riva

il mare lo plasma,

il tempo lo corrode.

Inizio Pagina

 

LA LUNGA VEGLIA

Risponde al solitario feretro

l'urlo dell'amore,

rimbalza come un'eco

   sul mio petto

   e gli occhi sbarra

   nel pianto disperato.

In un coro di mani

e di preghiere

si realizza un tempo nuovo,

   è il silenzio delle porte,

   il freddo del lenzuolo

   l'orgasmo della notte.

Lenta è a venire l'alba,

s'accende con un fila di candele

   all'orizzonte,

   e un corteo di rondini

   che abbandona

   i singhiozzi dell'estate.

Non v'è che orrore

sotto l'antica volta:

la barca si allontana lentamente

muove il vento piano la sua veste

   nell'ultimo saluto.

Inizio Pagina

 

VIAGGIO VERSO LA NOTTE

Eco di pensieri

e di sospiri,

attraverso le vetrate dei due mondi:

narra un libro una leggenda

in cui un sentiero unisce

i cammini delle anime.

Tremano le fiamme disperate

e le camelie

   mai sfioriscono,

rinverdisce la solitudine

nutrita dalle lacrime

di chi ancora

sulle panche siede.

Lentamente

   si vuota la platea,

i più stanchi se ne vanno,

i più giovani rimangono a guardare,

   ma l'ora è tarda,

   sugli occhi cala

   uno sbatter d'ali.

Inizio Pagina

 

APOLLO E DAFNE

Canta il giorno

sull'arena abbandonata

la sua nenia malinconica

alla sera:

il cuore e un orologio stanco,

immobile attende la tua nuova mossa

per spostare l'antica torre...

 ..........

e un'immensa scacchiera

diviene il nuovo palcoscenico

su cui tu,

spettatore e interprete,

maldestro giochi le pedine:

separato il re dalla sua regina

rimane solo

infinitamente vulnerabile

e i suoi fanti continuano a lanciare

petali di rosa

che l'inverno morente

cede a malincuore

alla stagione nuova.

Immagina dell'Andalusia

la rovente arsura,

e le scogliere bianche di Dover,

grinzoso il tuo viso

come le foglie che calpesti

nella bramosia

di questa corsa estenuante:

cedi le tue ali all'aria immobile,

e fermati a guardare:

nella tua ampia valle

non cresce la selvatica ginestra,

essa fugge i tuoi dirupi...

e le tue trappole.

Inizio Pagina

 

OUVERTURE DI UNA DONNA

Era un sol

scaraventato

sullo scrittoio

affollato di spartiti.

Forse una punizione divina

o un violinista distratto,

aveva perso l'accordo

ed ogni melodia

gli appariva

estranea e banale.

Diverse ouvertures

gli ondeggiavano intorno,

aveva paura

che il mare lo sorprendesse

in un nuovo naufragio,

senza ritorno.

Il vecchio Beethoven era sordo

ma continuava a sentire la musica.

Si inerpico sul calamaio e attese

fu allora che Loodwig avvertì la stagione

gli si commossero gli occhi:

era la decima.

Ma il polso tremava

e il giovane Mozart gli prestò la sua mano.

Il piccolo sol

vedeva riempirsi gli spazi

e i pentagrammi animarsi,

quella prima armonia

aveva i colori dei boschi di quercia,

ma il giovane e il vecchio

le avrebbero dato

un intreccio di liane

e il profumo dei faggi.

Uno spiraglio nel cuore canoro:

un ruolo insperato, forse,

fra le note dei grilli.

Inizio Pagina

 

L'UOMO

Barricato

nell'orologio della storia

e le tre Parche

al guinzaglio.

Inizio Pagina

 

ALBA SUL CIMITERO

Nascono timidi i fiordalisi

sul tenue orizzonte

macchiato da ali frenetiche;

richiama i suoi spiriti

la sera

e la sua bocca si schiude

nella notte insonne.

Al duello

le guance aranciate d'Aurora

sfidano il buio

gettando limpide occhiate

sulla penombra dei marmi.

Apre le porte il giardino

al ronzio delle api

e malinconico il primo viandante

varca la soglia.

Inizio Pagina

 

L'UOMO DELLA GIOSTRA

Imprecisa immagine

a cavallo dell'ottovolante

s'invola verso la luna.

Resta fuori dalla sua insonnia

il frastuono dell'illusione.

Inizio Pagina

 

DIETRO LE PALPEBRE

Un soffio di vita

dalle sue labbra dischiuse

petali di fiore di roccia

su una prateria di polvere.

Piange

sotto una rugiada di sole

e si diffonde nell'aria

e qualcosa nel suo battito d'ali

mi dice che sta soffrendo.

Inizio Pagina

 

IL FOLLE

Un'asta

il braccio teso

che sorregge

lo stendardo della follia.

Inizio Pagina

 

VECCHI

Sorrisi incartapecoriti

svolgono le onde

dell'ultima marea;

in branchi

su zattere malferme

che la corrente spinge

verso la leggenda:

la terra in cui i cetacei

andavano a morire.

Inizio Pagina

 

LA FANCIULLA AL CANCELLO DEI MORTI

Riapre il suo libro

la fredda fanciulla,

una nuova giornata l'attende

di indifferenza ostentata.

Insegue il suo cuore

i passi verso l'uscita,

come un bambino punito

che mai imparerà la lezione.

Angoscia di un interminabile giorno:

quando poi scura

e i vivi fuggono via

chiudi quella storia scontata

piano ti vedo volgere il capo

e quegli occhi che cercano

in un accorato silenzio.

Inizio Pagina

 

L'ANNEGATO

Sullo strapiombo

la lapide dei tuoi occhi

abbagliati

nell'ultimo tramonto...

fissi eternamente

la tua tomba persa

in uno spazio troppo infinito

per ritrovarti.

Inizio Pagina

 

BAMBINI

Varchi

con la chiave magica

la soglia della tua fiaba

e cavalchi le pagine consunte

di quel sogno

che fu, il mio sogno.

Ora, sulla mia mano,

quella chiave ha perso il suo bagliore

non e che un freddo disco,

e il carosello delle tue illusioni

la pellicola di un film muto.

Il mio Genio mi ha lasciata,

non so dove, né quando,

e l'antica porta più non s'apre,

un muro

fra me e il tesoro.

Lassù, a dieci metri dalla pista,

mi lanci le tue formule e i tuoi incantesimi,

accendi la nostalgia della mia ombra

che ormai, più non mi segue.

Inizio Pagina

 

IL PRIMO SOGNO

Divelto ha per te il vento

un raggio

dalla bianca veste della luna

e appuntato sul cuscino

luce getta sul tuo nascente sogno.

Sparsi i semi del tuo io

in un letto di galassie

e la fiaba

apre le sue pagine

ad un alfabeto da comporre.

Sembra tranquillo il sonno

imbrigliato fra le ciglia,

copre la stagione,

in attesa del risveglio,

il manto della neve.

...e un carosello d'astri

le sue passioni sfoga

all'inizio delle notti,

è in palio il tuo destino

...e la tua stella.

Inizio Pagina

 

ANTICHE ORME SULLA SPIAGGIA

Abbigliato di primavera

come una dama in festa

svela il parco la sua gioia

al volo di rondini e bambini,

girandole festose al mio balcone:

attraversano il tempo quei sorrisi

mi trascinano sulla spiaggia

ove iniziò il mio viaggio...

... e al ricordo si compone

l'immagine

della giovane barca

che scivolò sulla corrente

celandosi dietro le sue visioni.

Il mio e il loro sogno

il medesimo castello sulle nubi,

l'orecchio teso

alle note dell'incantesimo

che si schiudeva

ad ogni istante

sotto il palpito

delle mie palpebre.

Fu il vasto oceano

teatro

della commedia più infinita:

l'adolescenza dei fiori

e del pensiero.

Si gonfiavano le vele,

sconvolgevano i pennoni

... lo sguardo fissato sulle stelle,

Venere e il vascello

cavalcavano l'orizzonte

mentre si allungavano le maree

nei primi amplessi e il sole

non era tardo a sorgere.

Si svelò senza preavvisi

la luminosità del faro,

ancorava il porto

e la sua scala a chiocciola

al mistero della terra

impregnata degli umori

che l'antico mare

vi recava.

Inizio Pagina

 

LA LEGGENDA DEL POETA

Lungo il cammino

dell'infinito ignoto

che tramonto e aurora

specchiano

al confine di ogni universo,

tendono

il giovane e il suo falco

i sensi e l'agitar dell'ali,

come un arco,

storditi dalla medesima emozione.

Con note incerte

accompagnano i passi

il ritmo del suo cuore:

simile al tempo

egli,

temporale, vento,

brezza sottile

o accecante sole

con se reca

fertilità e illusione.

Dono mi fece

di un cristallo,

sulle cui luci rifratte

leggevo

la realtà mutevole

dell'uomo.

Inizio Pagina

 

DONNE BERBERE

Si specchia il mio stupore

e il suo candore

su quel viso ove la vita

ha incanalato le sue acque:

una terra appena arata

su cui i piedi nudi

vezzosi di tatuaggi

trascinano della storia

un lembo antico.

Timida mostra

la donna berbera

il suo sorriso devastato,

cela il pudore

di una faticosa femminilità

dietro un cenno dei suoi occhi,

i colori del deserto

ricamati sul suo velo...

Pizzica

il sole affranto del meriggio

le corde di quell'arpa

che il tempo

scolpisce sul suo viso.

Inizio Pagina

 

RITRATTO DI ZINGARO

La nenia

dei profumi d'estate

confonde il cuore

dello zingaro,

destabilizza le sue danze

ed i falò

che la notte accende

per spaventare il giorno.

Non è che il silenzio che crea il suono

del pensiero

e fa turbinare i suoi capelli...

e l'orrore del sentimento;

pallida la paura del sonno

culla fra le braccia

la notte....

e si addormenta al giorno.

Sulla strada maestra

prosegue il suo canto

l'albero dei violini...

egli vi passa accanto

e rabbrividisce

nell'eco che non risponde.

Inizio Pagina

 

DENTRO L'ALBERO DEI VIOLINI

Si inerpica l'albero dei violini

sulla scala a chiocciola

che sfiora il cielo,

aggiunge al marmo l'opale,

all'opale il giorno

per eliminare il senso

dell'effimero e dell'incanto

e donare alle molecole

il futuro di un corpo nuovo

in cui si legga la dimensione

di un tempo ancora estraneo

che appena si intuisce.

Inizio Pagina

 

INCONTRO

Si compone

nella nebbia

che mi viene incontro

l'impreciso profilo:

sento i miei occhi

annaspare

in questa oscurità fittizia

che la luce teme,

mentre le mani

abbozzano dialoghi

la cui eco

rimbalza sul selciato,

in un rumoroso silenzio

che rotola via,

senza farsi udire.

Fosse il mio occhio

un faro

e penetrare questa nebbia,

questi lastroni antichi

in cui entrambi

ci specchiamo

dimenticando il volto,

e il suono,

di chi ci sta sfiorando;

fosse la tua voce

una scala a chiocciola

a ponte

oltre la mia pelle sorda

e portarmi l'eco,

e il sussurro

di un semplice abbandono.

Inizio Pagina

 

IL PONTE FRA I DUE MONDI

Trema d'emozione la mia voce

nel formulare il mistero antico

che schiudeva le fitte nebbie,

e la falce azzurra della luna

impressa nel mio cuore

fende il livore della pioggia

che stringe nel suo abbraccio

la via obliata dei due mondi.

Al di là del lago

siede la vecchia dama

al focolare spento,

come un cielo sgombro

di ricordi il suo pensiero

sordo al mutar del tempo

cieco alle visioni.

Sveglia il sole

il canto dell'allodola

che in fuga mette le tenebre e i silenzi,

creano le nostre voci un coro

che come una marea s'abbatte

sul rancore delle nebbie:

si staglia sul volto giovane del giorno

il profilo del ponte gettato fra i due mondi,

concede la sua mano l'illusione

ai giochi del pensiero

che, pari a una terra fertile,

del suo amplesso sfoggia

i frutti e le sue gemme.

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Sorridere e Pensare

Il PROTECT IP Act (forma breve del nome completo Preventing Real Online Threats to Economic Creativity and Theft of Intellectual Property Act of 2011), chiamato anche PIPA, è una proposta di legge statunitense che si propone di accordare al governo e ai titolari di copyright maggiori strumenti per limitare l'accesso "ai siti web canaglia, dediti alla pirateria e alla contraffazione di prodotti" ("rogue websites dedicated to infringing or counterfeit goods"), compresi quelli registrati al di fuori del territorio degli Stati Uniti.

Nel PIPA è espressamente previsto che i motori di ricerca "rimuovano o disabilitino l'accesso al sito internet associato al nome a dominio indicato dall'ordinanza oppure rimuovano i link ai suddetti siti internet". Tra gli intermediari individuati figurano anche i gestori dei sistemi DNS ai quali dovrebbe essere ordinato di prendere le misure atte a prevenire che un dominio internet sia risolto nel suo indirizzo IP (filtraggio del DNS).

Riflessioni e domande

Allora perché nasce questa proposta? Alcuni risponderanno che è giusto tutelare gli investimenti fatti dalle aziende per creare i prodotti, ma di fatto queste tutele esistono già, molti di voi ricordano come è andata a finire la lite decennale tra la Apple e la Microsoft... Per conoscere ulteriori informazioni sul PIPA e SOPA (Stop Online Piracy Act).


  • Cervelli senza ironia il vento li porta via.
  • Non puoi scegliere il paese dove nascere, non puoi scegliere il colore della tua pelle, non puoi scegliere i parenti, ma puoi scegliere gli amici. Vivere vuol dire scegliere, decidere cosa fare, ogni giorno.
  • L'ingiustizia arma il futuro per altre ingiustizie. Chiunque commetta un'ingiustizia si rende colpevole anche di tutte le ingiustizie future che da questa vengono generate. (Fonte)
  • Occhio per occhio, e il mondo diventa cieco. (Mahatma Gandhi)
  • La verità e la non-violenza sono antiche come le montagne. (M. K. Gandhi)
  • Non è mai esistita una guerra buona, o una pace cattiva. Benjamin Franklin)
  • Tutte le guerre sono folli, molto costose e molto nefaste. (B. Franklin)

Sourire et Penser

  • Le vent disperse les esprits sans ironie. (Fonte)
  • Tu ne peux pas choisir le pays où naître, Tu ne peux pas choisir la couleur de ta peau, Tu ne peux pas choisir les parents, mais Tu peux choisir les amis. Vivre veut dire choisir, décider que faire, chaque jour. (Fonte)
  • L'injustice arme l'avenir pour d'autres injustices. Quiconque commet une injustice est également coupable de toutes les injustices que cet avenir sera généré.
  • Œil pour œil et le monde devient aveugle. (Mahatma Gandhi)
  • La vérité et la non-violence sont aussi vieux que les montagnes. (M. K. Gandhi)
  • Il n'ya jamais eu de bonne guerre, ou une mauvaise paix. (B. Franklin)
  • Toutes les guerres sont des folies, très coûteux et très espiègle proches. (Benjamin Franklin)

Smile and Thinking

  • Minds without irony the wind them away (the wind disperses brains without irony) (Fonte)
  • You cannot choose the country where to born, You cannot choose the color of your skin, You cannot choose the relatives, but You can choose the friends. Living means to choose, to decide what to do, every day. (Fonte)
  • The injustice weapon the future for other injustices. Anyone committing an injustice is also guilty of all the future injustices that by these will be generated..
  • An eye for an eye, and the world becomes blind. (Mahatma Gandhi)
  • The truth and non-violence are as old as the mountains. (M. K. Gandhi)
  • There was never a good war, or a bad peace. (B. Franklin)
  • All wars are follies, very expensive and very mischievous ones. (Benjamin Franklin)

Altri Pensieri

  • Ci vuole un pizzico di abilità per riconoscere la bellezza: purtroppo alcune volte siamo ciechi e non abbiamo nessuna voglia di ascoltare.
  • Il faut un peu d'habileté à reconnaître la beauté: parfois, malheureusement, nous sommes aveugles et n'ont aucune envie d'écouter.
  • It takes a bit of skill to recognize the beauty: unfortunately sometimes we are blind and have no desire to listen.
  • Il saggio non dice tutto quello che pensa, ma pensa a tutto quello che dice. (Aristotele)

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Data Ultimo Aggiornamento: 2012-01-29

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